Sei in: Home Vegetali Farro del pungolo di Acquapendente
  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size

Tuscia in Tavola

Ricette, curiosità, tradizioni gastronomiche

arte in cucina

Farro del pungolo di Acquapendente

E-mail



Il Farro (Triticum dicoccum) una qualit di frumento antico appartenente alla famiglia delle Graminacee, chiamato “frumento vestito” in quanto dopo la trebbiatura il chicco (cariosside) risulta ricoperto degli involucri protettivi (glume e glumette) che invece, nel caso del frumento comune (grano tenero e grano duro), si staccano facilmente con la trebbiatura. Il farro, quindi, per essere utilizzato, necessita di un processo di pulitura particolare (sbarratura) che un metodo antichissimo che consiste nel molire le spighette con una macina in pietra in modo da provocare la rottura ed il distacco delle varie parti inutilizzabili. Parecchi secoli fa, fin dal tempo degli Etruschi, la coltura di questo cereale rappresent la prevalente, se non l’unica coltura cerealicola diffusamente nel nostro territorio. Contemporaneamente, e subito dopo, anche gli antichi Romani coltivarono e usarono questo cereale del quale ci parlano diffusamente i vari autori di quel tempo. Plinio chiama il farro "primus antiquis latio cibus", poich tale cereale costituiva non soltanto la base della loro dieta, ma la farina da esso derivata veniva usata per preparare anche alcuni pani, usati nelle cerimonie sacre come quella della “Confarreatio”. Dal nome latino del farro (far) poi derivato il termine italiano di “farina”. Il Farro del Pungolo d'Acquapendente al momento viene coltivato in un'area ristretta di circa 3-4 ettari da poche aziende della zona, tutte ubicate nel territorio del Comune di Acquapendente. Ad essere coltivata una variet locale seminata da tempo immemorabile; pi recentemente sono state utilizzate alcune nuove variet di provenienza diversa al fine di valutarne la resa e l'adattamento alle condizioni locali nonch le caratteristiche organolettiche. Il prodotto che si ottiene localmente, assume delle particolarit che sono dovute in primo luogo alle condizioni pedoclimatiche dell'area e alle tecniche di coltivazione che non prevedono apporto di prodotti chimici. I terreni sui quali meglio si esalta questa coltura sono profondi, privi di scheletro, di media tessitura, a reazione neutra o subacida, di media permeabilit; ben si adattano, quindi, alle zone dove attualmente tale coltura praticata, che si trovano a circa 450 metri s.l.m. e dove le precipitazioni si aggirano tra gli 800 ed i 900 mm di pioggia. Il "Farro del Pungolo d'Acquapendente" ancora da considerare in una fase di sviluppo, per lo pi legata alla tendenza da parte di alcuni ceti sociali ad un regime alimentare "salutistico" o "alternativo". Oggi il farro viene riproposto in cucina soprattutto per comporre varie minestre, in genere in abbinamento con i legumi; tra queste la pi gradita sicuramente la “minestra di farro e lenticchie”. Ma i giovani cuochi propongono nuove ricette, pi originali e alla moda, mentre, con risultati non sempre esaltanti, vengono fatti tentativi di produzione artigianale di pane e pasta di farro e, da parte delle industrie, anche di minestre gi pronte al consumo. Infatti in commercio


vedi anche


Ricette
Minestra di farro semplice
Minestra di farro e fagioli
Minestra di farro e lenticchie
Fettuccine all’uovo con farina di farro
Pane di farro

Enciclopedia
Il Farro

Storia nostra
Il Farro etrusco

 

Advertisement

Vi invitiamo a visitare:
media & sipario
Il salotto buono dell'informazione
TUSCIAMEDIA
Quotidiano della provincia di Viterbo
azione digitale
comunicazione e servizi it