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Fagiolo del Purgatorio di Gradoli

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Il Fagiolo del Purgatorio di Gradoli Ŕ un legume destinato all’alimentazione, commercializzato allo stato secco, coltivato nel Comune omonimo ed attualmente, in misura minore, anche in gran parte del territorio della ComunitÓ montana dell’Alta Tuscia Laziale, soprattutto nei comuni di Acquapendente e di Onano. Ad essere coltivata Ŕ una varietÓ locale, seminata da tempo immemorabile, come testimonia il pranzo organizzato fin dal 1600 a Gradoli, in occasione del Mercoledý delle Ceneri, denominato “Pranzo del Purgatorio”, nel quale questo fagiolo, lessato e condito con sale, pepe e il superlativo olio extravergine di oliva di produzione locale, costituisce da sempre il piatto tipico tradizionale pi¨ caratteristico e maggiormente apprezzato. Le caratteristiche di peculiaritÓ del prodotto dipendono in gran parte dalla tipologia dei terreni, d’origine vulcanica, sciolti, freschi, di buona fertilitÓ e poco calcarei, situati in un ambiente collinare (intorno ai 400 metri d'altitudine s.l.m.) caratterizzato da un clima mite di tipo temperato. La varietÓ coltivata Ŕ un ecotipo locale, assimilabile alla varietÓ “tondino”, con seme di colore bianco lucente e piccolo. La semina Ŕ eseguita in parte ancora a mano. La ComunitÓ Montana dell’Alta Tuscia Laziale, fra le condizioni che pone alle aziende che aderiscono al programma di valorizzazione di questo prodotto, consiglia un uso limitato di concimazioni chimiche per tutto il ciclo colturale, mentre l’eliminazione delle erbe infestanti si ottiene attuando interventi di sarchiatura nell'interfila e di zappettature e rincalzatura lungo le file. La raccolta Ŕ ancora diffusa esclusivamente a mano. L’uso di questi fagioli ancora oggi pu˛ essere esteso dalle classiche zuppe contadine, alle salutari minestre di pasta e fagioli, entrambe caratterizzate dal rito di una abbondante aggiunta a crudo di olio extravergine di oliva di produzione locale. Ottimo, per˛, Ŕ anche il suo utilizzo nelle preparazioni in umido, in accompagnamento con spezzatini di carne o come contorno con piatti soprattutto di pesce di lago. Ma il piatto ideale rimane comunque quello che viene usato nel famoso “Pranzo del Purgatorio”, cioŔ conditi con olio extravergine d’oliva di Gradoli, sale e una puntina di pepe (facoltativa l’aggiunta della cipolla di San Lorenzo Nuovo tagliata a fettine sottili). In questa preparazione semplice, si pu˛ infatti apprezzare a pieno la bontÓ di questi fagioli, che meriterebbero un riconoscimento almeno IGP e una politica di protezione contro il rischio di estinzione.





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Fagioli di Gradoli all’olio

 

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