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Patata dell'Alto Viterbese

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Nell’alto viterbese sono coltivate diverse variet di patate. La scelta tra queste si basa sulla produttivit, sull’epoca di semina, di raccolta e sulla qualit dei tuberi. Queste scelte rendono possibile una raccolta scalare e la presenza sul mercato del prodotto per un arco di tempo maggiore. La raccolta viene fatta cercando di ridurre al minimo i danni dovuti ai mezzi meccanici di raccolta e nella fase di trasporto (es. esposizione alla luce). Di seguito vanno eseguite le analisi a campione allo scopo di rilevare eventuali residui di fitofarmaci, segue il lavaggio, asciugatura, calibratura e insaccamento. Il condizionamento post-raccolta viene effettuato in magazzini frigoriferi a temperatura e umidit controllate al fine di prevenire lo sviluppo di malattie fungine. Come antigermogliante vengono usati prodotti consentiti in fase gassosa. All’apertura delle celle vengono eseguiti controlli analitici per verificare che i residui di tali sostanze siano inferiori al “limite di tolleranza”. I vari organismi cooperativi dispongono di ampi locali nei quali vengono eseguite tutte le operazioni della lavorazione e conservazione del prodotto, che rispondono alle norme previste dalle disposizioni vigenti in fatto d’igiene. I tuberi presentano un aspetto di forma regolare, ovale ed allungata, a buccia liscia e gialla, occhi superficiali, pasta gialla. Nella zona interessata, la patata rappresenta una coltura da rinnovo di notevole importanza economica, la produzione annua accertata di circa 50.000 tonnellate. La patata dell’alto viterbese un prodotto di ottima qualit, molto apprezzata sia a livello locale che su tutti i mercati italiani. Fino agli anni 60 la coltivazione della patata veniva praticata soltanto a livello familiare. Soltanto a seguito dell’abbandono della coltivazione della fragola, la patata si estesa nei territori del Comune di Grotte di Castro e via via ai territori dei comuni limitrofi. Questo prodotto, con il nome di “patata dell’alto viterbese”, stato incluso nell’Elenco Nazionale dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali Italiani pubblicati nel supplemento ordinario della G.U. n 136 del 14/06/2001 in base al D.L. n 350 dell’8 settembre 1999. Tra gli infiniti modi di cucinare le patate, ricordiamo le utilizzazioni che se ne fanno ancora oggi nella nostra cucina tradizionale. Prima fra tutte la cottura al forno, da sole o accompagnate da carni, pesci, funghi e verdure; come ingrediente delle varie zuppe; in umido nel tegame, da sole o accompagnate con carni varie; fritte “a tocchetti” o a fettine, in padella con i fiori di finocchio, dette “a porchetta” e infine, per la loro particolare consistenza, sono state ideali per preparare gli “gnocchi di patate”.

 

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