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Lombrichelli

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Lombrichelli

Questo tipo di pasta rappresenta il pi antico e il pi diffuso formato di pasta casalinga fatta con acqua e farina; lo testimonia il fatto che in ogni paese, lo stesso tipo a forma di lombrico assume nomi diversi. Il pi usato quello di “lombrichelli”, con le varianti di “lumbrichelli” e “lombricoli”, che, come evidente, prende spunto dalla somiglianza con l'omonimo animaletto (il lombrico) in analogia con i vermicelli napoletani di un tempo, che avevano anch’essi preso il nome dalla somiglianza con un animaletto simile, dal nome non certo invitante dal punto di vista gastronomico. Tornando ai nomignoli della nostra pasta ci sarebbe da scegliere fra quelli che sono in uso in altri paesi della Provincia, molti dei quali fanno riferimento al piccolo organo genitale dei bambini o al bastone, che in dialetto viene chiamato “tortoro”. Colorito ma poco opportuno il termine di "Culitonni" che si usa a Vignanello e a Canepina, simpatico quello di "Ghighi" a Bagnaia, curioso quello degli "Scifulati (o schifulati?)" a Bomarzo, allegro quello dei "Lilleri" a Grotte di Castro, e via ancora con i "Torcolacci" di Tessennano, i “Tortorelli” di Ronciglione, i "Filarelli " di Marta, i “Chicarelli” di Bolsena, i "Bighi" di Acquapendente, i “Bichi” di Latera, S. Lorenzo Nuovo e Valentano, i "Brigoli" di Carbognano, i “Pici” di Latera e di Caprarola, i “Piciolelli” di Bassano Romano, i "Pisciarelli" di Bagnoregio, i "Visciarelli" di Orte, le “Ceriole” di Monterosi, i “Cechi” di Capranica, i “Vermicotti” di Grotte S. Stefano, i “Ciuci” di Corchiano, gli “Spuntafusi” di Nepi, le “Stratte” di Blera, gli “Strangoli” di Farnese; a Tuscania, Montefiascone e ad Onano, per un uso errato dell’apostrofo, i lombrichelli diventano “Ombrichelli” (ossia l’ombrichelli); per lo stesso motivo a Canino i “Lombricoli” diventano “Ombricoli” mentre a Castiglione in Teverina i lumbrichelli diventano “Umbrichelli”. A Vitorchiano questi spaghettoni prendono invece il nome di “Cavatelli”, attribuendo in tal modo a questa pasta, per un errore divenuto ormai incorreggibile, il nome della tipica pasta pugliese, i cavatelli o cavatieddi, che hanno una forma completamente diversa. Ma, a parte il nome, oggi soltanto a Vitorchiano, e credo soltanto ancora per poco, c’ la possibilit di gustare i veri lombrichelli tradizionali fatti a mano, in occasione della “Sagra del Cavatello”. Durante questa manifestazione questi lombrichelli vengono serviti con i condimenti pi vari, che vanno dal semplice sugo al pomodoro, a quello pi caratteristico fatto con i fiori secchi di finocchio selvatico, fino ai lombrichelli dolci conditi con ricotta, zucchero e cannella, di tradizione sicuramente pi antica che si pu far risalire al periodo medioevale. Normal 0 14

Per prepararli si fa un impasto a base semplicemente di acqua e farina. Oggi, per, si aggiunge un uovo per ogni chilo di farina, anche se ci contrasta con la tradizione. Prelevare da quest’impasto, uno per volta, dei pizzicotti di pasta, dai quali sulla spianatoia si ricavano a mano degli spaghettoni fusiformi del diametro di 3-4 mm. e di lunghezza intorno ai 15 cm. Lasciarli asciugare per qualche ora prima di metterli a cuocere in una pentola con abbondante acqua salata. Il sugo pi usato nel passato per condire questa pasta era quello fatto con pancetta e pomodoro, o quello con aglio e pomodoro detto “sugo finto”, che si alternava con quello all’arrabbiata. Meno usati erano i sughi con le salsicce, con il guanciale all’amatriciana, con i funghi o con pomodoro e fiori di finocchio seccati al sole.

 

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