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Zuppa di ceci e castagne

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Zuppa di ceci e castagne

Ingredienti: 300 g di castagne secche peperoncino, 300 g di ceci, olio extravergine d’oliva, 300 g di pomodori, sedano, rosmarino, pane casereccio, aglio.

Mettere a bagno i ceci la sera prima in acqua e sale, sbollentare le castagne secche per poterle sbucciare agevolmente, e spaccare a metà quelle più grandi. In una pentola, possibilmente di coccio, lasciare cuocere parzialmente i ceci, insieme con un mazzetto di rosmarino, che verrà gettato via successivamente. A parte in un tegamino fare un soffritto con abbondante olio di oliva, aglio, peperoncino, qualche foglia di rosmarino e del sedano a pezzetti; quindi unirvi i pomodoretti tagliati a pezzi, o la polpa di pomodoro, lasciando insaporire per alcuni minuti. Aggiungervi a questo punto le castagne secche e, poco dopo, versare il tutto nella pentola di cottura dei ceci, avendo cura di aggiungere qualche cucchiaiata di castagne e ceci schiacciati, o passati al passatutto, per rendere il brodo più denso e più saporito. A cottura ultimata versare la zuppa sul pane, che avremo predisposto nei vari piatti singoli. Prima di iniziare a mangiare, lasciare riposare per alcuni minuti, a piatto coperto, affinché il pane risulti bagnato al punto giusto e, se piace, irrorare la zuppa con olio extravergine di oliva.

Questa zuppa, o la minestra di ceci e castagne. venivano preparate tradizionalmente  il giorno della Vigilia di Natale, sia nella zona dei Cimini, dove abbondano i castagneti, sia nelle campagne circostanti a Viterbo. Infatti, quando nell’autunno si raccoglievano le castagne, una parte di queste, private del riccio, venivano tenute a bagno per alcuni giorni, messe in cantina ad asciugare (o immerse nella pozzolana), e conservate per essere poi consumate durante l’inverno. La presenza di questi frutti nella zuppa, o nella minestra, secondo il racconto dei vecchi contadini del posto, non era dovuta ad una elaborata e sapiente combinazione di sapori, ma più semplicemente al fatto che le castagne, dal momento che potevano essere raccolte liberamente lungo le strade e nei vari castagneti presenti nei colli Cimini, erano disponibili gratuitamente, e quindi venivano utilizzate per integrare i ceci, che invece dovevano essere acquistati; tutto ciò a dimostrazione della grande povertà e frugalità che regnava in quei tempi, poi non così lontani, quando di una persona povera si diceva “deve contare anche i ceci”. Oggi, poiché la cucina moderna ci sta abituando a nuovi sapori, questo connubio, nato allora casualmente per pura necessità, sembra particolarmente gradito, per cui lo proponiamo, anche al di fuori del giorno della Vigilia, alla giovani cuoche in cerca di originalità. La stessa zuppa può essere preparata anche senza castagne (zuppa di ceci), ma in questo caso il rosmarino diventa obbligatorio, mentre facoltativo diventa il sedano, che per esperienza personale, ci permettiamo però di consigliare ugualmente.

 

 

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