Sei in: Home Pesci di lago Coregone del lago di Bolsena
  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size

Tuscia in Tavola

Ricette, curiosità, tradizioni gastronomiche

arte in cucina

Coregone del lago di Bolsena

E-mail

Il coregone, chiamato gorigone nella Tuscia e lavarello in altre regioni, un pesce appartenente alla famiglia dei Salmonidi, sottofamiglia dei Coregonini, genere Coregonus (Corgonus lavaretus), discendente per ibridazione dal Coregonus wartmanni coeruleus e dal Coregonus schinzii helveticus, antichi abitatori dei laghi dellEuropa nord-orientale e del lago di Costanza, dal quale fu importato nei laghi del Nord Italia nel 1861. Nel 1891 fu immesso anche nel lago di Bolsena, dove trov subito un ambiente ideale, andando a vivere nella zona del lago pi profonda, "nel cupo" come dicono i nostri pescatori, dove l'acqua pi fredda, pi pulita e ben ossigenata. Successivamente fu immesso anche nei laghi di Vico e di Bracciano. Oggi presente in grande quantit nei nostri laghi, e nel lago di Bolsena il pesce pi abbondante, dal momento che rappresenta il 50% di tutto il pescato. Dopo il pesce persico e i suoi squisiti filetti, inoltre il pesce di lago pi apprezzato nella nostra zona, infatti, detto anche spigola francese, nomignolo che gli stato dato poich la sua carne, pur essendo molto saporita, ha una particolare delicatezza che lo fa somigliare a questo simbolo della raffinatezza gastronomica che appunto la spigola. In zone fuori della provincia viene anche allevato, mentre quello chi si commercializza da noi sempre selvatico e freschissimo. in corso la pratica per il riconoscimento a Dop o IgP di questo pregiato prodotto. L'attivit di promozione dei prodotti ittici del lago di Bolsena, prevede anche alcune Sagre gastronomiche che si organizzano nei comuni rivieraschi; quella nel comune di Capodimonte, che si svolge la seconda domenica di agosto, dedicata esclusivamente al coregone, che viene offerto arrostito alla brace. Oltre che nella preparazione alla bolsenese, tipica di questa cittadina che d il nome allo splendido lago, pi spesso viene consumato cotto al forno, insieme con le patate, oppure, quando si tratta di pesci di piccola taglia, lo possiamo trovare incluso nel fritto misto di lago o nella tradizionale zuppa di pesce lacustre, chiamata in dialetto sbroscia. Nel passato, in mancanza dei frigoriferi, veniva conservato marinato. Oggi, come si fa per moltissimi altri pesci, si usa sfilettarlo per eliminare le spine, dal momento che queste non sono pi tollerate nelle preparazioni di moda nella moderna cucina. Questi filetti opportunamente marinati, li possiamo trovare in vendita nei supermercati, come pure nei ristoranti conditi con salse varie (tipica quella detta "alla martana"). Ooggi, grazie ad una azienda con sede in Bolsena, vengono preparati i "filetti affumicati", che stanno ottenendo un lusinghiero successo commerciale e gastronomico.

 

Advertisement

Vi invitiamo a visitare:
media & sipario
Il salotto buono dell'informazione
TUSCIAMEDIA
Quotidiano della provincia di Viterbo
azione digitale
comunicazione e servizi it