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Olio extravergine d'oliva Tuscia Dop

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Oltre all’olio extravergine “Canino Dop”, derivante da un’area limitata della provincia di Viterbo, dove si coltiva la speciale cultivar di “olive caninesi”, nel restante territorio si produce un’ottima qualità di olio derivante da olive di varia qualità, che con il nome di “olio extravergine di oliva Tuscia”, che ha ottenuto il riconoscimento a Dop dall’UE. Si tratta di un olio di prima qualità, di colore giallo oro, con un gusto più delicato, meno piccante di quello del tipo “canino”, più somigliante al tipo toscano, ma piuttosto vario, dal momento che a seconda delle località, che possiamo dividere in tre ambiti (zona del lago di Bolsena oggi denominata “Alta Tuscia Laziale”, zona dei Cimini, zona della valle del Tevere) assume aromi diversi. Quello dell’Alta Tuscia Laziale proviene soprattutto dalle olive coltivate nei territori dei comuni di Bolsena, Gradoli, Grotte di Castro, Montefiascone, Marta, San Lorenzo Nuovo, tutti dislocati intorno al lago di Bolsena. La varietà di olio extravergine d’oliva che abbiamo chiamato “dei Cimini”, proviene da un’ampia zona della provincia che interessa non soltanto il comprensorio dei colli Cimini con i comuni di Soriano nel Cimino, Vitorchiano e Viterbo, ma anche un’area a sud del capoluogo comprendente i comuni di Vetralla Blera e Villa S. Giovanni, dove è presente un sottosuolo tufaceo di origine vulcanica ed un terreno a limitata profondità con bassi contenuti di sostanza organica; le cultivar d’olivo più diffuse in questa zona sono, l’olivone, il moraiolo, il leccino, il maurino ed altre meno importanti, dalle quali si ricava un olio dal sapore più deciso rispetto a quello del lago di Bolsena. Nella zona della Teverina, che interessa soprattutto i comuni di Bagnoregio, Castiglione in Teverina Celleno, Civitella d’Agliano e Graffignano, viene prodotto un olio di eccellente qualità, di un bel colore verde con sapore di fruttato, ricavato prevalentemente da olive di qualità “frantoio” (o crognolo). La forma di allevamento prevalente dell’olivo in queste zone è quella a vaso o a vaso cespugliato, con potature annuali o biennali a seconda della zona. Gli interventi chimici sono limitati al massimo, seguendo i criteri della lotta guidata incentrata soprattutto contro la mosca ed il cicloconio. La lavorazione delle olive nei numerosi frantoi attivi nel territorio, presenta innovazioni continue, pur conservando, nei casi di produzioni minori, il tradizionale sistema detto “partitario”, cioè separato per ogni singolo produttore, il quale desidera ottenere l’olio delle proprie olive. L’olio extravergine d’oliva “Tuscia Dop”, dal momento che è presente con una gamma di oli di diverso sapore, rende possibile gli abbinamenti con tutti i piatti della cucina italiana e può soddisfare i gusti di qualsiasi buongustaio. Infatti, anche questo olio, oltre al tipo “canino”, è molto apprezzato sul mercato, per la delicatezza e al tempo stesso per la particolare sapidità.

 

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