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I profumi delle Sagre

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Con l’approssimarsi dell’estate gran parte della popolazione comincia a programmare le proprie ferie: mare, montagna, lago, viaggi all’estero. Chi rimane a casa, per motivi di lavoro o di borsa, ha però la possibilità di consolarsi con una molteplice varietà di occasioni di svago, che la Tuscia offre in abbondanza; alcune di queste, oltretutto, giovano anche alla salute. Ci riferiamo alle piacevoli passeggiate che si possono fare nei vari boschi del viterbese: in quello suggestivo della Faggeta del monte Cimino, nei numerosi percorsi naturalistici segnalati dalla Comunità Montana dei Cimini; attraente, ma poco segnalati il circuito delle Palanzana e la sua scalata fino alla cima; lontano dal capoluogo si possono fare interessanti escursioni con accompagnatore nella selva del Lamone, situata nel territorio di Farnese, passeggiate nella Riserva naturale di monte Rufeno ad Acquapendente, visite alla Riserva naturale del lago di Vico, nelle cui vicinanze si possono raccogliere le more selvatiche, ed anche gite di interesse ecologico-culturale, al Parco Suburbano Marturanum, nei pressi di Barbarano Romano. Altre occasioni, meno ecologico-salutari, ma ugualmente piacevoli, sono invece le numerose “sagre gastronomiche” che ogni cittadina della Tuscia annovera ormai nel proprio calendario di manifestazioni estive. Gran parte di queste, poco hanno a che fare con le tradizioni gastronomiche del luogo (valgano per esempio le numerose sagre della birra), create per scopi diversi, primo fra tutti quello di raccogliere fondi per finanziare i festeggiamenti patronali, le associazioni sportive o assistenziali, e, non ultimo, per l’orgoglio di dimostrare di non essere da meno rispetto agli altri paesi della provincia. In questo caso gli organizzatori, per evitare doppioni, hanno dovuto inventarsi sagre con nomi di prodotti fuori stagione e spesso addirittura inesistenti nel territorio, come nel caso delle varie sagre della lumaca, anche se alla fine il piatto forte rimangono sempre le salsicce alla brace, i fagioli e le bruschette. Noi vogliamo ricordare quelle manifestazioni, meritevoli di segnalazione perché sono legate ai prodotti e alle tradizioni gastronomiche del territorio. Iniziamo dalla Sagra della Carne Maremmana, legata alla pregiata razza del bovino maremmano, dove si possono gustare le classiche bistecche di questa carne pregiata, che si svolge appunto a Monteromano, nel cuore della maremma laziale. Nella grandiosa piazza di questa cittadina, improvvisati cucinieri arrostiscono sulla brace queste invitanti bistecche, mentre tutto intorno si diffonde il profumo delle carne arrostita, insieme con il fumo, purtroppo meno gradito; contemporaneamente nelle cucine adiacenti le donne del posto preparano altri saporitissimi piatti, sempre legati al bovino: i nervetti in salsa, la trippa al sugo, la coda alla vaccinara, spezzatino di manzo, con il contorno di fagioli, patate arrosto veramente appetitose e ... A Grotte di Castro non poteva mancare la Sagra della Patata, un prodotto locale conosciuto e apprezzato in tutta Italia. Il banchetto, in questo caso, inizia con i tradizionali gnocchi con le patate, per passare poi alle crocchette fritte, sempre di patate, alle onnipresenti salsicce con un contorno di patate in umido e così via. Nel vicino paese di S. Lorenzo Nuovo, sotto il segno della Sagra degli Gnocchi, che si svolge nei giorni intorno a ferragosto, sono ancora di scena le patate, sempre di ottima qualità, dal momento che si tratta di un territorio vicino a Grotte di Castro; in questo caso gli organizzatori, per differenziarsi dalla sagra di Grotte di Castro, con un tocco di “magistrale” originalità, oltre agli gnocchi al sugo di salsiccia o al burro e salvia, hanno introdotto ne menu gli gnocchi alla Vodka, che tutto considerato non sono male. Per gli amanti del pesce di lago, dopo la sagra del lattarino, che si svolge a Marta. Sempre in questa cittadina nel mese di agosto si svolge una Sagra del Pescatore, all’interno di un piccolo ma grazioso parco posto sulle rive del lago. Nello stesso mese a Bolsena viene organizzata una Sagra del Pesce, dove si prepara il pesce di lago fritto (anguilla, coregone, persico, tinca), mentre a Capodimonte, proprio sotto gli alberi che campeggiano presso le rive del lago, si può gustare un ottimo coregone arrostito alla brace, insieme con un semplice contorno di pomodori insalata e un bicchiere di buon vino. Tutto qui, a buon prezzo, con semplicità, forse troppa; ma questa, dicono gli organizzatori, è la Sagra del Coregone. Le lumache o, per meglio dire, le chiocciole, ormai dimenticate nella cucina casalinga per la difficoltà della raccolta e del reperimento sul mercato, hanno vissuto momenti di gloria e di “revival” nelle varie sagre della Tuscia; Montefiascone e Tuscania, quest’ultima famosa per le sue lumache vetriole di Montebello, hanno ormai abbandonato le chiocciole, che sopravvivono ancora nella Sagra di Barbarano che si svolge a settembre e in quella di Graffignano che si svolge sempre intorno a ferragosto e si presenta ricca di piatti ben fatti, a base di queste innocenti bestiole. Si va dalla zuppa con le lumachelle, alle lumache fritte, in umido, gratinate fino alle raffinate “escargots”, che vengono direttamente dalla Francia, ma con il treno. Lasciamo le lumache al loro passo lento e saltiamo a Torre Alfina dove è di scena il cinghiale, o meglio, la Sagra delle Pappardelle al Cinghiale, che vengono accompagnate dal cinghiale alla cacciatora, insieme con le quaglie arrosto;  per i ghiotti di gelato ricordiamo che Torre Alfina è famosa per le sue gelaterie, per cui si può terminare la serata, seduti al fresco con una bella coppa multicolore. Vitorchiano, il grazioso paesino con i balconi sempre in fiore, il primo sabato del mese di agosto organizza, ormai da molti anni, la Sagra del Cavatello. Già altre volte abbiamo fatto notare, inascoltati, che questo nome è inappropriato poiché non di si tratta di cavatelli, che sono tipici della Puglia e di forma completamente diversa, bensì di lombrichelli, una pasta di antica tradizione casalinga nella Tuscia, che hanno l’aspetto, appunto, di un lombrico, per cui somigliano a corti spaghettoni irregolari perché fatti a mano con semplice acqua e farina. La cosa originale è però il sugo con il quale vengono conditi, un sugo con l’aroma dei fiori di finocchio, un ingrediente caratteristico della nostra terra e particolarmente gustoso. Della Porchetta, altro prodotto caratteristico è molto apprezzato della nostra provincia, in pieno estate non si sentiva, certo, la necessità, dal momento che questo scenografico arrosto è presente tutto l’anno in molte piazze delle nostre cittadine e in molte feste campagnole, ma Bagnaia non poteva fare a meno di presentare la sua specialità gastronomica, che secondo alcuni esperti, Ariccia permettendo, è ritenuta veramente eccezionale, anche perché condita con abbondanti quantità del nostro finocchietto selvatico fresco e dei relativi fiori di finocchio seccati. Acquapendente, sempre in agosto, festeggia questo innocente porcello, con una manifestazione dal nome ingentilito: la Sagra del maialino. Rapidamente ricordiamo che esiste anche una Sagra della Pizza Fritta, una dei funghi Porcini, che non sono di produzione locale perché troppo preziosi, una della Zuppa di Pecora (la “pezzata”) e altre meno importanti. E proseguiamo questa rassegna andando a brindare nelle varie Feste del Vino, che si svolgono nei paesi dove si producono i nostri vini famosi. La Festa del vino di Montefiascone vanta una tradizione ormai consolidata, con un notevole apparato scenico, fatto di cortei in costume, stands di degustazione del rinato ed apprezzato Est! Est!! Est!!!, segue a ruota quella di Castiglione in Teverina, dedicata al vino locale e all’Orvieto classico, che si ricava dai vigneti che insistono nel nostro territorio. Un’altra festa del vino si svolge a Vignanello, che da qualche anno ha visto riconosciuto a D.O.C. il suo vino di antiche origini. Per ultimo ricordiamo la festa del vino che si svolge a Gradoli, dove si produce il ben noto vino da dessert; l’Aleatico di Gradoli, che trova l’abbinamento ideale con i “tozzetti”, il biscotto a base di nocciole dei monti Cimini, che rappresentano il prodotto dolciario più diffuso e più tipico del viterbese. La festa dove si può gustare questo biscotto è quella che si svolge a Caprarola sotto il nome di Sagra delle nocciole, dedicata a questo ottimo frutto, preziosa miniera per la nostra economia agricola. E dal momento che parliamo di frutti preziosi, ricordiamo per ultime le sagre dedicate alle castagne, altro prodotto, insieme alle nocciole, che tiene alto il nome dell’agricoltura della nostra provincia, dal momento che il marrone dei Cimini è famoso ovunque per la sua apprezzata qualità.

 

 

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