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Le Merendine di un tempo

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Sembra ieri, sono passati invece molti anni, da quando una "manciata" di ciliege bastava per far felice una bambina. Due coppie di ciliege rosse, poste a cavallo dell'orecchio a simulare splendidi orecchini, un poco di rossetto ricavato dallo strofinio sulle labbra di quelle pi nere e le restanti, spremute su una semplice fetta di pane casereccio, per una saporita merenda primaverile. In estate, quando le ciliege erano finite, si rimpiazzavano con una "manciata" di more; con queste non si potevano per fare orecchini, ma solo dare colore e sapore alla fetta di pane. Quella con i fichi faceva invece eccezione, perch al posto della fetta, era pi semplice utilizzare l'estremit della pagnotta, per intenderci "il culetto di pane",che,una volta privato della mollica, veniva appunto riempito con due o tre fichi pigiati. Nell'inverno,in mancanza di questi frutti, ci si accontentava del miele o della marmellata spalmata sopra, o pi semplicemente di due o tre cucchiaiate di zucchero, distribuito in questo caso su una fetta bagnata con acqua,per poterlo meglio trattenere. Per i bambini poco amanti dei cibi dolci, in estate c'era pronta la classica panzanella,a base di pane tenuto a bagno in acqua corrente, perch si trattava il pi delle volte di pane raffermo, che veniva poi condito con olio di oliva, sale e il succo di pomodoro fresco spremuto sopra. E nelle altre stagioni? Una variet di merende,sempre a base di una semplice ma robusta fetta di pane,che variavano a seconda di quanto era disponibile in casa. Alcuni potevano permettersi di guarnire questa fetta di pane con uno spesso strato di candida ricotta, addolcita con qualche cucchiaiata di zucchero o addirittura accompagnarla con una tavoletta di cioccolato al latte,oppure spalmarvi sopra un sottile strato di burro con una puntina di sale o di zucchero. Nelle case dei meno fortunati, che costituivano un tempo la stragrande maggioranza, durante i mesi invernali la faceva da padrona la bruschetta, semplificata per i bambini e cio priva dell'aglio,che era riservato per gli adulti;ma se il fuoco non era ancora stato acceso,per la necessit di risparmiare un poco di legna,bastava il semplice pane con olio e una puntina di sale,e via sulla strada, con le mani unte, a giocare a rimpiattino o al salto della corda. Quando sul fuoco bolliva invece il tegame con il sugo,quello fatto con il battuto, i pomodori ed una cucchiaiata di "conserva",si approfittava, il pi spesso di nascosto della mamma, per intingervi una crosticina di pane, che quasi sempre si riusciva a far sgocciolarne un poco sul vestito; allora arrivavano i rimproveri o gli scappellotti, per cui il pi delle volte la merenda finiva per andare di traverso. Se invece sul focolare c'era la pentola con i fagioli, che normalmente stazionava accanto al fuoco per un giorno intero a "borbottare", si poteva ottenere una merenda pi lussuosa, che consisteva in una fetta di pane, prima bagnata con quell'acqua di cottura, somigliante pi ad una crema che a un brodo, e poi condita con olio e sale. Questa era talmente gustosa e desiderata che nel Viterbese si era guadagnato il nomignolo di "Paradiso". Un paradiso per bimbi poveri,come erano la gran parte dei bimbi di allora, apparentemente pi felici, sicuramente pi spensierati perch non si aveva fretta di farli crescere prima del tempo e, fortunatamente per loro, non erano costretti a scuola di danza,di nuoto,di karat,di judo, di minibasket, di tennis o confinati tutto il pomeriggio davanti ad un televisore che,oltre ad emettere radiazioni non certo prive di effetti in qualche misura nocivi, li bombarda con messaggi pubblicitari che propongono merendine alla Nutella, oppure al cioccolato, alla crema, al riso soffiato,alla soia,al mais,ai cereali, camuffate con nomi accattivanti come Ciocor, Fiesta, Buond, Mars, ma sicuramente preparate con prodotti meno genuini di quelli di allora. Per cui viene spontanea la domanda, ma perch non tornare alle merende di un tempo? Una bella fetta di pane condito con del buon olio di oliva o della marmellata e cos via. Le ragioni sono sicuramente molte; fra le tante una va individuata nel martellante condizionamento della TV; ma ugualmente importanti sono spesso gli allettanti regalini inseriti dentro, come nelle orrende patatine fritte, o i punti da raccogliere per conquistarne uno;per le mamme c' invece la comodit del prodotto gi pronto che il bambino pu prendere da solo, perch in casa ve n' sempre una buona scorta, acquistata una volta ogni tanto al supermercato; va considerato poi che gran parte di queste merendine non imbrattano le poltrone del salotto e non ungono i vestiti. Ma soprattutto non vi sono pi le pentole con i fagioli o i tegami con il sugo che stanno a cuocere sul fuoco per ore, non vi sono pi le ciliege nere con quel loro saporitissimo succo,non si trovano pi i fichi "moscetti", non si ha pi il tempo per cogliere qualche "manciata" di more lungo i tranquilli sentieri di campagna,insomma non si fa pi la vita all'aperto che molto pi igienicamente sostituiva la TV, il videogame,il karat,la piscina e cos via.
Molte merendine di un tempo tuttavia, gettate dalla finestra, sono rientrate trionfalmente dalla porta principale, sotto la veste di "Entr", come direbbero i francesi, trasformate cio in antipasti alla moda. Ecco allora le varie "bruschette", da quella pi semplice con olio, sale e aglio a quella con il pomodoro fresco a pezzetti, da quella con i fagioli a quella con le verdure di stagione o conservate,dalla bruschetta ai vari salumi a quella ai frutti di mare, e perfino quella al salmone affumicato; oppure le "panzanelle" agli ortaggi, alla rucola,al tonno, alle acciughe e cipolla, e cos via. E' tornata insomma di moda la povera e modesta fetta di pane, uno dei simboli della cucina italiana, un tempo eufemisticamente apostrofata dai "raffinati" cugini d'oltralpe come "cucina semplice", che per non solo ha conquistato il mondo per la sua bont, ma ha anche dimostrato la sua genuinit e validit dal punto di vista dietetico.

 

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