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Le Nocciole dei Cimini

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Corylus per gli antichi romani, corylus avellana per i botanici, nocciola per il vocabolario, avolana per i liguri, linsola per i piemontesi, bajuccola per i lombardi, avulen per i romagnoli, nocchiettella per i napoletani, nuccidda per i siciliani, nuxedda per i sardi, per noi della Tuscia semplicemente nocchia.
Da dove derivino questi nomi difficile saperlo, avellana quasi sicuramente da Avellino, luogo di fiorente produzione; nocciola riteniamo che origini da noce piccola, ma il nostro vocabolo nocchia? In attesa di sciogliere il mistero noi continueremo a chiamare cos questo piccolo frutto di quel brutto arbusto cespuglioso che sta ormai soppiantando i maestosi castagni nel suggestivo paesaggio dei Colli Cimini. Comunque, di fronte ai difensori di questa rustica pianta, vogliamo riabilitarci informandoli che, secondo alcuni, forse era di un nocciolo la verga con la quale Mos, primo rabdomante della storia, colp la roccia da cui sgorg l'acqua per dissetare il popolo di Israele: tanto vero che ancora oggi alcuni rabdomanti ne fanno uso per la ricerca di acqua e di altri elementi, magari non sempre con lo stesso successo di Mos.
Nel Medioevo, con una bacchetta di nocciolo i negromanti facevano i loro scongiuri. sicuro, invece, che di nocciolo il ramoscello in mano a Mercurio, intorno al quale si avvolgono i due serpenti a formare il caduceo, divenuto oggi l'emblema di tutto ci che ha relazione con la medicina. E giacch parliamo di medicina, diciamo subito che gli antichi speziali hanno usato abbondantemente la corteccia di questo arbusto per sfruttarne le propriet febbrifughe e tonificanti della pelle, e dei vasi venosi in particolare, e le foglie per ricavarne un infuso utile come antidiarroico o depurativo del sangue se introdotto per via orale, ed una efficace lozione per uso esterno nelle irritazioni della pelle, delle mucose, delle emorroidi e nel trattamento delle ferite e delle abrasioni.
Attualmente, l'industria di cosmetici usa lolio di nocciole per farne saponi e creme emollienti per le pelli aride compatibilmente, per, con l'alto costo del prodotto. Ed proprio il suo elevato prezzo che mi offre lo spunto per attribuire alla nostra nocciola l'efficace definizione di perla dei Cimini, anche se della preziosa perla ha solo l'aspetto rotondeggiante e non gi il luminoso splendore.
Comunque anch'essa ha dato origine al nome di un delicato colore, il nocciola, e ha portato un certo benessere nelle zone dove viene prodotta in grandi quantit che sono soprattutto in Campania (province di Avellino e Benevento) in Piemonte e nella zona dei Colli Cimini in provincia di Viterbo
Ventimila ettari coltivati, 400 mila quintali di prodotto lordo rappresentano un elemento importante nell'economia del comprensorio dei Cimini in provincia di Viterbo.
Ma perch tanto prezioso questo frutto, cosa contiene di originale e di commerciale? Due cose importanti! Una notevole quantit di oli vegetali molto ricchi di acidi grassi insaturi, quindi non nocivi per la tanto temuta arteriosclerosi e pi digeribili in confronto ad altri grassi, da cui se ne pu perci ricavare un olio commestibile ed in un certo senso salutare che come dicevamo sopra pu essere usato anche come cosmetico per saponi, creme emollienti ed altri generi di profumeria e per seconda cosa emana un delicato ed inconfondibile aroma che diede modo a Michele Pochet di ricavare dal'impasto del cacao con una certa quantit di farina di nocciole il delizioso e famoso cioccolato Gianduja.
Da allora l'industria dolciaria ha scoperto questo frutto ed i prodotti da esso derivati si sono moltiplicati uno dopo l'altro, favoriti anche dal fatto che il costo della nocciola inferiore a quello del cacao e che il grasso contenuto in quest'ultimo molto meno digeribile di quello della nocciola. Sono allora comparsi sul mercato i Boeri, il cioccolato alla nocciola, i vari cremini e siringati, le praline, i bombons, le caramelle, gli alimenti al cacao spalmabili sul pane tipo Nutella delizia di tutti i bambini ed i famosi Baci Perugina, pane quotidiano degli innamorati di una generazione ormai matusa.
Oltre che in combinazione con il cacao l'industria utilizza questo frutto allo stato verde per ricavarne un succo latteo che serve a preparare una bibita tipo orzata mentre, dopo tostato, entra come ingrediente importante nel torrone, nel panforte, nei gelati, nei croccanti, nei biscotti ed in altri prodotti dell'industria alimentare dolciaria.
Ma vediamo ora come viene utilizzata questa piccolissima nocchia nella gastronomia.
Nella cucina tedesca l'ingrediente di una famosa omelette (Hasel. mussomeletteh), mentre nel Medio Oriente viene usata per il ripieno del celebre pollo circasso e nella Provenza per preparare il raito, tradizionale piatto a base di merluzzo salato. In Spagna le nocciole verdi vengono messe sotto aceto e mangiate con sale, pepe e scalogno mentre in altre regioni ne ricavano un delicato liquore chiamato brou de noix .
Da noi viene utilizzata solamente come ingrediente di numerosi dolci che vanno dalle molteplici variet di torte, alla crema alle nocciole, alla pasta frolla alle nocciole, alle palline di cioccolata alle nocciole, alla guarnizione dei budini, al croccante casalingo, alle nocciole pralinate, per finire poi con le infinite variet di biscotti tra cui brillano su tutti, per bont e delicatezza (ci si perdoni il campanilismo), i nostri tozzetti dei Colli Cimini, che sono deliziosi per un fine basto, accompagnati opportunamente con il gradevole Aleatico di Gradoli.

 

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