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Tuscia in Tavola

Ricette, curiosità, tradizioni gastronomiche

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╚ il nome delá frutto di un arbusto (Cornus mas) Normal 0 14 (ing. cornet-berry, fr. cornouille,á ted. Kornetkirsche, sp. cereza cordal), diffusosi nelle zone temperate dall’Asia Minore; in Italia si trova allo stato spontaneo nelle regioni centro-settentrionali, nelle boscaglie e nelle siepi, ad altitudini compre tra il livello del mare e i 1200 metri. Le foglie opposte finemente pelose sono di forma ovoidale, con margine intero, nervature convergenti verso l’apice e provvisti di picciolo. I fiori di colore giallo dorato, sono riuniti in infiorescenze ad ombrella e compaiono prima delle foglie. I frutti, conosciuti anche con il nome dialettale di crognole, a forma di drupa, ricordano le olive per forma e dimensione, sono rossi e maturano alla fine dell’estate. Dopo la maturazione cadono a terra disegnando un tappeto fiammeggiante che “insanguina il sottobosco”.

Usi gastronomici La polpa della corniola ha un sapore leggermente acidulo, ma gradevole, perchÚ contiene acido tannico. Le corniole erano un tempo molto apprezzate proprio per il loro gradevole sapore leggermente acidulo; attualmente, in alcune regioni, il corniolo viene coltivato proprio per i suoi frutti e, anzi, sono state create alcune varietÓ a frutti pi¨ dolci e pi¨ grandi. Essi possono essere consumati freschi oppure si utilizzano per preparare una conserva di gusto abbastanza gradevole e ad azione blandamente astringente e possono essere utilizzati per la preparazione di bevande alcoliche, di conserve di uso popolare e, in erboristeria, come astringente intestinale. Con le corniole Maestro Martino ci preparava una salsa, mentre altri ci preparavano un aceto, cogliendo le bacche immature, pestandole e mescolandole con aceto fortissimo, che il De’ Crescenzi stimava “ottimo aceto”. Ancora oggi le corniole si usano per preparare una salsa tradizionale lombarda, destinata ad accompagnare le carni lesse.

Note storiche Il legno dell’albero, durissimo, veniva usato fin dai tempi antichi per costruire aste di giavellotti, lance e frecce. Secondo la leggenda, raccontata da Plutarco, di corniolo era anche la freccia che Romolo scagli˛ dall’Aventino sul Palatino per prendere possesso del colle.

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