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Azzeruolo

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il nome di una pianta ad arbusto (Crataegus azarolus L) originaria del Medio Oriente, introdotta in Italia nei primi decenni dell’impero di Augusto, appartenente alla famiglia delle Rosacee, genere Crataegus, lo stesso del biancospino, chiamata infatti con il termine scientifico italiano di biancospino lazzarolo, tipica dei boschi mediterranei, coltivata come pianta ornamentale a fiori rosa, ma anche per i suoi frutti a forma globosa, pi grandi di quelli del biancospino, a buccia sottile e lucida di colore variante dal bianco dorato al giallo, al rosso vivo, con poca polpa, profumata, zuccherina, dal sapore acidulo, e molti semi. Questi frutti, dove giungono a maturazione, in particolare in alcune zone dell’Italia Meridionale, sono molto apprezzati sia freschi che in forma di gelatine (azzeruole o lazzeruole). Fuori dei confini della nostra penisola l’azzeruolo si incontra abbastanza frequentemente in Spagna e in Francia, dove tuttavia i frutti non raggiungono le dimensioni di quelli prodotti in Italia. Tra le principali variet figurano le azzeruole bianche (C. azarolus) o moscatelle, con buccia bianca dorata, gusto gradevole, dolce acidulo e dimensioni leggermente pi grosse delle altre; le azzeruole gialle (Crataegus azarolus var. flava) di grossezza intermedia tra le rosse e le bianche, coltivate prevalentemente a fini ornamentali, sebbene il loro gusto sia pi saporito delle rosse e si avvicini pi a quello delle bianche; le azzeruole rosse (C. azarolus var Carrieri), le pi diffuse in Italia, piccoline e acidule, con vago ricordo di fragola.

Cenni storici Marziale lod pi volte le nostrane rispetto a quelle che ancora erano importate dall’Oriente e dall’Africa. Continuarono ad essere apprezzate nei secoli successivi. Il Mattioli ricorda che “quando sono mature sono gratissime al gusto, onde procede che sieno stimate non poco tra gli altri frutti: il perch non solamente si mangiano crude, ma si condiscono per conservarle nel miele o nello zucchero”. Un secolo pi tardi, il Castelvetro scriveva: “frutto non sol bello e all’occhio piacevol molto, ma eziandio buono al gusto... il suo sapor agrodolce e a spegner la sete delle ardenti febbri fuor d’ogni credere potente; per cotal cagione viene da’ medici a’ febbricitanti concesso”. Racconta, poi, che “n qui tralascer di dire come io fossi il primo che, sei anni or sono in Venezia, facessi conoscere tal frutto all’illustrissimo cavaliere signore Arrigo Wottoni, mentre Sua Signoria ivi si trovava ambasciatore del suo Re, a cui piacque cos tanto che sempre poi, quando si trovavano, ne volle avere e avrebbe come diverse volte disse pagato ogni denaro per poterne qui mandare venticinque”.

A tavola L’azzeruola bacca che si usa raccogliere in settembre, ancora acerba, per farla lentamente maturare sulla paglia. Questo procedimento la rende assai pi gustosa della maturazione sulla pianta. Si consuma come frutta fresca da tavola, oppure si fanno gelatine, confetture, marmellate oltre ad usarla come ingrediente di dolci.


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