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Alchechengi

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il nome di una pianta (Physalis alkekengi) (ing. alkekengi, chinese lantern, fr. coqueret alkekenge, ted. Blasenkirsche sp. halicabalo, vejiga de perro) della famiglia delle Solanacee, genere Physalis, originarie del Per, ma presente nelle regioni temperato-calde della terra, di cui si conoscono tre sole specie in Italia, ma molte altre nel mondo. In Italia la specie pi diffusa quella i cui frutti sono conosciuti con il nome semplice di “alchechengi”, ma si coltivano anche le altre due variet, che danno frutti commestibili molto pi grandi, che raggiungono i 10-15 cm di diametro. Questi frutti sono conosciuti anche con i nomi di accatengi, archachengi, chichingi, chichingeri, coralli, palloncimi, ciliegine; in dialetto erba chiocca (Piemonte) berettin de giudeo (Lombardia), fiasche de corai (Veneto), erba canina (Toscana), peparole de sante Vingenze (Abruzzo) amore in gabbia (Francia). Il suo nome deriva dallo spagnolo alquequenje e la dizione alkekengi fu usata dal 1555, derivata dall’arabo al-kakang che significa “vescica”. Si tratta di una pianta cespugliosa alta fino a 60 cm, con foglie ovaliforme glabre, che produce fiori stellati di colore giallino che risaltano sul verde delle siepi, che compaiono da maggio a giugno, mentre i frutti compaiono in estate. In Italia si pu trovare allo stato selvatico nei boschi collinari e montani delle regioni Centro-Settentrionali e pi raramente al Sud. Il frutto, grande come una ciliegia, di colore giallo o rossiccio, privo di nocciolo, ma ricco di semi e povero di polpa, una bacca dal sapore acidulo, non a tutti gradito, racchiusa in un calice a forma di lanterna giapponese, rigonfio come un palloncino sfaccettato, a membrana pergamenacea, che sembra fatta di carta crespata, di colore arancione, che quando questa si secca, fa comparire il frutto che va mangiato solo quando scomparsa ogni traccia di colore verde sulla buccia. Essendo una solanacea il verde indica la presenza di sostanze tossiche. Il periodo della raccolta va da ottobre a novembre. Comunque si tratta di una pianta che da noi viene coltivata prevalentemente a scopo ornamentale.

Acquisto e conservazione Quando si scelgono queste bacche di piccole dimensioni, bene indirizzarsi verso quelle con involucri color paglia, indice di avvenuta maturazione. Se possibile, controllate che la bacca interna sia liscia, soda, cedevole al tatto e di color giallo-arancione. Tutte queste bacche per maturare in frigorifero impiegheranno circa 2 settimane e una volta raggiunto il giusto grado di maturazione dovranno essere consumate al pi presto.

Gastronomia L'involucro vescicoloso dovr essere tolto appena prima di consumare il frutto. I frutti pi piccoli possono essere consumati al naturale, tutti quanti svengono anche cotti per essere usate in alcune salse particolari o trasformati in confetture da usare nelle crostate o utilizzati nei succhi di frutta oppure essiccati per essere conservati; in pasticceria si usano per decorazione, oppure vengono canditi, caramellati o guarniti al cioccolato. Sono anche molto gradevoli ricoperti di cioccolato. Il tomatillo, che deve invece essere cotto, viene spesso usato in piatti messicani.

Acquisto e conservazione Quando si scelgono queste bacche di piccole dimensioni, bene indirizzarsi verso quelle con involucri color paglia, indice di avvenuta maturazione. Se possibile, controllate che la bacca interna sia liscia, soda, cedevole al tatto e di color giallo-arancione. Tutte queste bacche per maturare in frigorifero impiegheranno circa 2 settimane e una volta raggiunto il giusto grado di maturazione dovranno essere consumate al pi presto.

Propriet terapeutiche Alle bacche di alchechengio vengono riconosciute propriet diuretiche e blandamente lassative. Contengono una discreta quantit di vitamina C.

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