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Tuscia in Tavola

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Frittura di lago

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Frittura mista di lago
Scegliere per questo piatto tutti pesci di piccola taglia (luccio, coregone, tinca, trota, alborelle, rovella, persico, latterini, anguille) che non possono essere utilizzati in altro modo. Pulirli accuratamente all'esterno, sventrandoli e gettando via le interiora, senza asportare la pelle alle anguille e non toccare invece i latterini; lavarli tutti ripetutamente in acqua corrente lasciandoli poi a scolare in un colino. Prima di metterli a friggere, asciugarli in un panno di cucina e successivamente gettarli nella farina. Alcune esperte donne di casa, per far in modo che questi pesciolini conservino una certa consistenza e fragranza, consigliano, prima di gettarli nella grande padella di ferro contenente l'olio di oliva caldo, di bagnarli di nuovo fugacemente nell'acqua contenuta in una pentola. Dopo averli girati nella padella per consentire una cottura omogenea, metterli a scolare nella carta assorbente, spolverarvi sopra del sale fino e servirli caldi accompagnati dai soliti spicchi di limone.
Questo piatto oggi viene preparato con pesci pi grandi poich, per prima cosa proibita la pesca dei pesci di piccola taglia e, secondo, perch in questo stadio i piccoli pesci contengono una notevole quantit di lische, al punto da non rendere gradevole la degustazione del piatto. Una volta per i pescatori utilizzavano proprio questi pesci di piccola taglia, molto ricchi di spine, per evitare di gettare via un prodotto, risultato a volte di una magra pesca.

 

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Questa ricetta tratta dal volume "Tuscia a Tavola" di Italo Arieti.