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Raperonzoloo

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una pianta erbacea biennale appartenente alla famiglia delle Campanulaceae, che pu raggiungere un’altezza di 70-80 cm, nota botanicamente con il nome di “campanula commestibile”, ma chiamata in dialetto anche raperonzolo. Pianta delle zone paleotemperate diffusa in quasi tutta l’Europa; in Italia presente in tutta la penisola, assente nelle isole, vegeta in ogni luogo, ma preferisce terreni calcarei e si sviluppa su terreni incolti, ai bordi di strade, nei campi e prati aridi fino ai 1000 metri di altitudine ed anche oltre. Difficilmente riconoscibile da giovane, quando formata da un semplice ciuffetto di foglioline verdi, ma facile da identificare quando fiorita (da maggio a settembre), poich all’apice sono presenti delle piccole campanule celeste-viola. Il fusto glabro o leggermente peloso, sottile, angoloso, eretto, semplice o ramificato in alto, scarsamente fogliato. Le foglie basali disposte a rosetta, che si sviluppano alla fine dell’autunno o in primavera, sono oblunghe-obovate con limbo verde chiaro, ondulato e con margine denticolato che si attenua in un picciolo. Dalla primavera inoltrata, con lo sviluppo dello scapo fiorale, si formano le foglie superiori lanceolate o lineari, alterne e rade, sessili. I fiori ascellari di colore blu-lillaceo, raramente anche bianchi, riuniti in grappoli o pannocchie rade, lunghe e strette, sono picciolati, hanno un calice glabro a 5 denti lineari lungo circa quanto la met della corolla, la corolla gamopetala di 2 cm circa, glabra, pi lunga che larga, divisa in cinque lobi a lesina, poco allargati e lanceolati lunghi circa un terzo della stessa. Estratta dalla terra, presenta una caratteristica radice ingrossata, carnosa, lunga circa 10 cm, simile a una piccola rapa, dal sapore delicato somigliante alla noce. Esistono molte altre piante selvatiche appartenenti alla stessa famiglia delle Campanulaceae, ma a generi diversi (Phiteuma, Asyneuma) botanicamente chiamate con il termine italiano di “raponzolo”, tra le quali una soltanto ha interesse dal punto di vista gastronomico, conosciuto come raponzolo giallo

Curiosit: Il nome del Genere Campanula si riferisce chiaramente alla forma dei fiori, che sono appunto delle aggraziate campanelle. L’epiteto specifico “rapunculus” che identifica la specie, significa “piccola rapa”, poich le radici carnose del raperonzolo, come piccole rape, appunto, possono essere usate come ortaggio dal sapore dolciastro e gradevole. Tale sapore dovuto al fatto che le sostanze di riserva accumulate dalla pianta nelle sue radici sono costituite da inulina, di sapore dolce, anzich da amido, che invece quasi insapore. Un tempo le radici di raperonzolo erano richieste dall’industria farmaceutica che ne ricavava levulosio per le persone affette da diabete.

Note storiche Fu oggetto di raccolta alimentare sin da tempi remoti. Per venire pi vicino a noi, ricordiamo l’elogio del Castelvetro: “Sono eziandio buoni i raponzoli, che sono certe radicine candide, lunghette e sghiaccide molto; e non pur le radici sole, ma le foglie sono ancor buone; e queste ancor si deono radere, e crude in insalata si mangiano e con molto gusto dalle persone che tal insalata san conoscere. Alcuni ancora nella patria mia ne fann’ottima minestra, cocendole in molto buon brodo di carne con pepe e cacio grattugiato sovra”. Pi tardi rammentava il Soderini che il raperonzolo “fa una radicetta sotto terra piccola e le foglie e questa di per se e in compagnia d’altre erbe fanno un’insalata saporita e delicatissima”. Mentre il Corrado scriveva che: “I raperonzoli sono figli veraci della terra, perch li produce da s senza coltura, o industria. Di quest’erba abbonda molto il territorio romano e toscano. Col, pi che in altri luoghi, se ne fa grandissim’uso per insalata cruda, e cotta, condita con olio, aceto, ed acciughe. Sono buonissimi i raperonzoli anche in pottaggio da magro, facendoli bollir prima in acqua, e dopo soffriggerli, con olio, aglio, petrosemolo, ed acciughe conditi di passarina, di pinocchi, di sale, e pepe”. Non pi famoso come un tempo, accade per ancora oggi che, nella cucina contadina, si ricerchino i suoi giovani germogli per insaporire, le insalate. Il nome tedesco di questa pianta noto a molti perch anche il nome dell’eroina dai lunghi capelli della fiaba “Raperonzolo” dei fratelli Grimm (i raperonzoli venivano presi dal giardino della strega). Come facile dedurre da questa storia si tratta di una pianta diffusa in passato ma oggi non molto comune, tranne che da noi in Italia, in Francia e in Svizzera. Il raponzolo originario dell’Europa, del Nordafrica e di alcune zone dell’Asia; in Gran Bretagna si trova talvolta selvatico ed strettamente imparentato alla “campanula scozzese”.

Usi erboristici Grazie ai suoi principi attivi quali l’inulina, vitamina C, proteine e sali minerali, da parte degli erboristi le sono state attribuite propriet antisettiche, astringenti, rinfrescanti e vulnerarie. Per uso esterno le sue foglie vengono utilizzate con applicazioni, per combattere le verruche, e l’infuso dei suoi fiori come preparato per gargarismi. Poich la sua radice non contiene amido ma inulina, la quale scindendosi produce levulosio anzich glucosio, pu essere consumata tranquillamente anche dai diabetici.

In cucina e a tavola La pianta, raccolta prima della fioritura insieme con la sua piccola radice carnosa, si utilizza intera, ben lavata, per fare gustose insalate crude, oppure unita con altre verdure selvatiche per comporre la classica “misticanza” laziale che si presenta ricca di un delicato sapore dovuto alla presenza del piccolo tubero; ottima anche cotta in padella o inserita nelle zuppe insieme ad altre erbe selvatiche, come nell’acquacotta con le erbarelle, una zuppa tipica della citt di Viterbo.

Minestra di raponzoli di Gaudenzio (1773)
Pulirai bene li raponzoli tra la radica e la fronda con la punta del cortello acci si levi via quella terra di cui sono pieni. Lavali bene e cuoceli come l’altre herbe. Li potrai ancora mettere in un tegame con olio bono o butiro, un poco di spetiarie e sale e nel fine un poco d’agro e li darai in tavola.

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