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Grespino comune

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il nome di una pianta (Sonchus oleraceus) che fa parte di un gruppo di piante diffuse in tutto il mondo e considerate infestanti poich si trovano ovunque. Sono piante appartenenti alla famiglia delle Compositae, sottofamiglia Cichorioideae o Liguliflorae, Trib delle Cichoriaceae, genere Sonchus, tutti conosciuti come grespini. Il grespino comune una delle poche variet, se non l’uica, che ci pu interessare dal punto di vista gastronomico perch, oltre che nei luoghi abbandonati, presente anche nei margini dei campi dove la terra viene lavorata, spesso mista alla scarola selvatica. Gli inglesi hanno dato ai grespini il nome di sow-thistles, cio “cardi di scrofa", perch li amano i maiali. I nomi dialettali che contraddistinguono questa pianta (crespigno, crespignolo, grespigno, lattuga pungente, lattarolo, sonco, soncini, mala erba, cicerbita tenera) creano una qualche confusione con altre piante, come nel caso della “cicerbita alpina", che gli somiglia, ma botanicamente classificata nel genere Cicerbita.

Botanica Presenta una radice fittonosa piuttosto grossa con numerose esili radichette, dall’apparenza non troppo rassicurante, ma commestibile e discretamente buona; se recisa secerne abbondante latice. Resiste anche d’inverno in piccoli cespi che assumono talvolta in superficie una colorazione scura, rossa o violacea, sempre sul colore di fondo verde impolverato, mentre la faccia inferiore pi chiara, tendente al verde glauco. Prima che compaia il fusto si presenta con una rosetta basale di foglie apparentemente molto ispide e pelose, fitte di punte e di meandri, tuttavia non pungenti, nonostante siano numerosi gli aculei presenti lungo i bordi, con un tessuto tenero, che dopo una scalfittura trasuda un latte amarognolo (da cui il nome di lattarolo). Queste foglie possono essere di un colore che va dal verde chiaro allo scuro e perfino leggermente rossastre. Dalla primavera all’autunno si sviluppa lo stelo fiorifero, cilindrico, eretto, cavo e poco ramoso, portante capolini con fiori tutti ligulati di colore giallo pallido. Le foglie cambiano forma facendosi maggiormente roncinate, con roncinature notevolmente distanziate tra loro. Queste rosette basali possono resistere per tutto l’inverno assumendo un colore scuro, rosso o violaceo. Si forma quindi il pappo, come di seta, bianco lucente, che presto si sfalda disseminandosi. In pieno sviluppo la pianta pu arrivare tranquillamente ad un metro e mezzo di altezza. In primavera si ingigantisce a tempo di record e dopo qualche mese (da luglio a ottobre) innalza lo stelo, alquanto tozzo, portante alcuni fiori gialli, dal calice piuttosto appariscente. Vi sono molte altre specie di sonchus poco differenziate tra di loro; sono tutte commestibili per cui possono essere raccolte con tutta tranquillit.

In cucina Si utilizzano le foglie basali tenere, prive di spinosit, da raccogliere prima della fioritura della pianta, che sono ottime crude nelle insalate, ma solo quando sono molto piccole e tenere, sempre mescolate con altre erbe selvatiche amarognole (misticanza laziale), poich essendo di sapore dolce creano una fusione di gusti molto piacevole ed inoltre attenuano l’amaro di altre specie; spesso vengono usate anche bollite e condite come gli spinaci, oppure aggiunte nelle zuppe insieme ad altre piante rustiche ed inoltre utilizzate per preparare torte salate. Le radici di questa pianta e di altre specie dello stesso genere sono state usate torrefatte, come succedanee del caff.