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Tuscia in Tavola

Ricette, curiosità, tradizioni gastronomiche

arte in cucina

Dente di leone

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il nome di una pianta erbacea perenne (Leontodon hispidus L o Leontodon proteiformis Vill.) (ing dandelion ted Lowenzhane) appartenente al genere Leontodon, famiglia delle Compositae, sottofamiglia delle Liguliflorae, trib Cichoriea, nota anche con il nome di radicchiello irsuto, reperibile in tutto il territorio nazionale, che si differenzia dal tarassaco perch le foglie sono ancora pi frastagliate di quello. La parola Leontodon deriva dal greco che significa appunto “dente di leone”. Normalmente alta 30-40 cm, possiede un rizoma obliquo, troncato, spesso ramificato; i fiori sono giallo-oro, solitari e le foglie pi o meno pelosine sono profondamente sinuoso-dentate fino a pennatosette. Le rosette fogliari sono di norma piuttosto aderenti al terreno, che la pianta preferisce erboso e sassoso insieme. Dato che si tratta di una pianta perenne dalle foglie piuttosto grossette (4-15 cm), per raccoglierla conviene radunare tutte le foglie con una mano e con l’altra tagliarle tutte insieme un poco al di sopra del cuore della pianta, lasciando cos sul terreno la radice con il cavolino. Dal cespo in sede spunteranno ben presto altre foglie fresche e tenere in abbondanza fino ad autunno inoltrato che presto rigermoglier tale e quale a prima.

In cucina Le giovani foglie del dente di leone si possono consumare sia crude che cotte; sono ottime in aggiunta alle insalatine campagnole; inoltre possono essere cotte, ripassate in padella, aggiunte nelle zuppe e nelle minestre rustiche di verdure ed usate per fare frittate. L’erbolat , invece, una preziosa antichissima ricetta, un piatto d’uova e verdura, leggermente modificata per i palati moderni. Per realizzarla si prenda del prezzemolo, menta, salvia, dragoncello, finocchio e diverse foglie di dente di leone; si spezzettino e si tritino tutte le erbe, si mescolino a uova battute e preparate come per fare una frittata, e si aggiunga sale, pepe, noce moscata, 1 cucchiaio di latte, un po’ di formaggio grattugiato. Si proceda poi a fare la frittata come di consueto, o un’omelette, a seconda che si preferisca l’una o l’altra. Con il nome di “dente di leone”, per, si identificano anche altre piante selvatiche, ugualmente commestibili, appartenenti al genere Taraxacum.. Questa erba, come gran parte di quelle del gruppo delle cicorie, avendo un sapore amaro particolarmente accentuato, si servono in piccole quantit e vanno prelessate per disperdere nel liquido di cottura una parte dell’amaro), famiglia delle Compositae, sottofamiglia delle Liguliflorae, trib Cichorieae. Pur avendo un aspetto somigliante, le varie specie appartenenti a questo genere sono straordinariamente polimorfe, soprattutto per quanto riguarda la forma e la pelosit delle foglie e degli involucri. Di seguito vengono descritte soltanto alcune variet, quelle che hanno interesse dal punto di vista gastronomico. Con questo stesso nome, per, vengono spesso identificate anche varie erbe incluse nel genere Taraxacum,, la qual cosa pu crea una certa confusione, perch anche all’aspetto sono molto simili.