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Tuscia in Tavola

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una pianta selvatica annuale o biennale (Capsella bursa-pastoris L.) (ing. shepherd’s purse, fr.capselle burse pasteur, ted. Gemeines Hirtentschelkraut, sp. bolsa de pastor) nota anche come borsacchina, borsette, scarsellina, erba borsa, erba raperina. cuoricini, rubella) appartenente alla famiglia delle Brassicaceae, molto comune su tutto il territorio italiano, anzi, da catalogare tra le erbe infestanti che hanno colonizzato il mondo intero. Appare sul finire dell’inverno, fiorisce quasi subito e possiamo trovarla fino al tardo autunno in tutti gli stadi di sviluppo; quindi sempre a nostra disposizione, anche se su di essa non possiamo certamente contare per un largo consumo quantitativo. Il fiore bianco, quasi insignificante, posto alla sommit dello stelo, sembra non subire mai alterazioni, mentre di breve durata e la sommit va innalzandosi sempre pi, ostentando costantemente il misero fiorellino, o meglio, agglomerato di fiorellini, e lasciando dietro di s sottili peduncoli portanti le caratteristiche capsule a forma di cuore, o, con un po’ di fantasia, di borsa di pastore. La rosetta basale presenta le foglie pelosette di colore verde cupo con svariate forme per cui si pu identificare basandosi sui frutti, inconfondibili a forma di cuore, contenenti i semi (siliquette) di color bruno chiaro. pi o meno diffusa su tutto il nostro territorio, amante dei viottoli, strade campestri e in vicinanza delle case d campagna. Da giovane si riconosce per le foglie frastagliate in modo bizzarro.
In gastronomia Cogliere le foglioline, specie quelle delle piante giovani e tenere, recidendo l’intera rosetta alla base, cos da asportarla intera. Le foglie basali crude si uniscono alle insalate (misticanza nel Lazio), anche in dosi piuttosto abbondanti, ma servono pure a condire minestre, minestroni e zuppe (pistic in Friuli). Insieme ad altre erbe (ortiche, germogli di luppolo, ecc) vengono utilizzate anche per la frittata. Le rosette primaverili andrebbero colte prima che inizino a formarsi le capsule, ma molte volte risulta difficile individuarle dal momento che la forma delle foglie, anche se frastagliate in modo bizzarro, rende difficile l’identificazione, per cui si riconosce con certezza soltanto quando sono presenti questi frutti a forma di cuoricini.
Note storiche Anche se fu oggetto di raccolta a scopi alimentari fin dai tempi antichi, nei vari testi la troviamo nominata fugacemente come alimento soltanto dal Costanzo Felici, nel suo libro (1572) “Dell’insalata e piante che in qualche modo …”, mentre citata fin dall’antichit da vari autori Romani e Greci, ma sempre per le sue applicazioni a scopo medicinale. Oggi viene usata sporadicamente dai contadini che la inseriscono nelle varie zuppe o insalate, sempre insieme con altre erbe selvatiche.
Curiosit Nel Medioevo si usava mettere, dentro una piccola sacca di stoffa rossa appesa al collo del bambino, dei semi di questa pianta, che avrebbero favorito la dentizione. Allo spuntare del primo dente si gettava la sacca in un ruscello. Nel ’500 si credeva che la pianta, tenuta in mano finch non si fosse riscaldata, avrebbe arrestato il sangue dal naso; invece pestata e messa nei piedi nudi, dentro le scarpe, avrebbe impedito il travaso di bile.