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Tuscia in Tavola

Ricette, curiosità, tradizioni gastronomiche

arte in cucina

Bardana

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una pianta erbacea biennale infestante, (Arctium lappa L) appartenente alla famiglia delle Composite, presente su tutto il territorio, dalla pianura alla montagna fino a 1700 metri di altitudine.
Nomi comuni: Lappa, lappola, bardana maggiore
Nomi dialettali: Artiglio minore, suocere, tigna, erba dei tignosi, erba porcina, indreccia capille, petolara, pidocchi di cane, zecchitella.
Caratteristiche Questa pianta usata da secoli sopratutto come pianta medicinale, passa il primo inverno stendendo le sue larghe foglie biancastre e coperte di peli sul terreno; all’arrivo della primavera, innalza un grande fusto floreale peloso, alto fino a 2 metri con fiori presenti da giugno ad ottobre, simile ad un albero, che porta in cima alle ramificazioni tanti pennellini purpurei avvolti in una pallottola con uncini ripiegati e appiccicosi, utili per disseminare i semi tramite il vello degli animali. Abitualmente la troviamo nei terreni incolti, vicino a vecchi muri, soprattutto in tutte le zone soleggiate, nei margini stradali dei sentieri, nelle macerie. comune. Il nome deriva dal greco arktos che vuol dire “orso”, perch si presenta villosa come un orso, mentre il termine “lappa” deriva dal verbo greco lambano che significa “prendere, afferrare”, in riferimento alla caratteristica che hanno i suoi capolini spinosi di attaccarsi facilmente ai peli degli animali, che i ragazzi si divertivano a lanciare nei vestiti e nei capelli delle ragazze. Le radici si raccolgono nell'autunno del primo anno di vegetazione o nella primavera del secondo anno, prima che si formi il fusto floreale. Le foglie si raccolgono in maggio-luglio prima della fioritura della pianta. molto usata in Giappone dove prende il nome di gobo. I capolini spinosi in alcune localit sono chiamati “pecette” o “petole”, da questo ultimo deriva poi il nome “petolara” assegnato alla pianta. Ugualmente significativo anche il nome di attaccavestiti, sempre dovuto al fatto che i suoi frutti, se lanciati sulle persone, si appiccicano sulle vesti o sui capelli. L’etimologia dei suoi nomi (arctium, bardana, o artiglio minore) secondo alcuni Autori deriva dal fatto che le sue brattee uncinate che s’impigliavano come un artiglio alle bardature dei cavalli; oppure, secondo altri, per essere stata usata dai Bardei, una antica popolazione dell'Illiria.
In cucina I germogli carnosi, le foglie con i relativi piccioli e anche i fusti, mondati delle fibre esterne, pur avendo un sapore un po' amaro, possono essere utilizzate nelle minestre e nelle insalate, mentre i fusti, da soli, possono essere utilizzati come i cardi. Le radici, una volta estirpate con uno zappetto robusto sono ottime lessate e condite semplicemente con olio, sale e aceto. La polpa di queste, si annerisce a contatto con l'aria, per cui devono essere messe a bagno qualche minuto in acqua leggermente acidulata, o essere cotte immediatamente. Nel lessarle colorano normalmente l'acqua in verde. In passato, soprattutto nel tempo di guerra, questa radice veniva tostata e macinata per essere utilizzata come sostituto del caff, mentre, sempre in quei tempi, le larghe foglie sono state utilizzate dai fumatori al posto di quelle del tabacco.

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