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Barba di cappuccino

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una pianta erbacea spontanea annuale (Plantago coronopus L.), talvolta bienne, raramente perenne, appartenente all'ordine delle Tubiflorae, famiglia delle Plantaginaceae, genere Plantago; in questo genere sono raggruppate numerose specie, tutte contraddistinte con il termine di “piantaggine”.
Sinonimi
: Plantago columnae Gouan, Plantago coronopoda St-Lager, Plantago coronopifolia Murray, Plantago laciniata Willk., Plantago parishii MacBride, Plantago sabrinae (E.G. Baker & Cardew) Druce, Plantago scopulorum Pavlova, Plantago stellaris Salisb.,
Nome comune: Piantaggine barbatella. Il nome “coronopo” invece riferito alla disposizione a corona degli scapi fiorali. Nomi dialettali: Minutina, corno di cervo, erba saetta, erba stella.
Etimologia: Il nome del genere deriva dalla caratteristica forma delle foglie di alcune specie che vivono nelle zone calpestate, che simile alla pianta di un piede. Il nome specifico fa riferimento alla disposizione a corona degli scapi fiorali.
Quella che noi trattiamo qui la “piantaggine barbatella”, che cresce sia spontanea che coltivata, conosciuta comunemente anche con il nome di erba stella, termine quest'ultimo, per, che pi adatto all'alchemilla (Alchemilla vulgaris). Il nome “piantaggine” deriva dal fatto che le foglie di alcune piante di questo genere somigliano approssimativamente alla pianta del piede; quelle di questa nostra erba, per, fanno eccezione alla regola, perch sono profondamente divise e frastagliate, ( infatti conosciuta anche come “erba saetta”), un poco simili a quelle del dente di leone, riunite a formare una rosetta basale; con ciuffi che possono somigliare alle corna del cervo (infatti, la pianta da giovane viene anche chiamata “corno di cervo”).Comunque riconoscibile facilmente non avendo praticamente altre piante che le somigliano. Possiede una grossa radice principale, contornata da diverse radichette, e una rosetta basale appiattita con foglie che resistono anche al calpestio. Gli scapi fiorali , sono alti 5-30 cm, generalmente pi lunghi delle foglie, e terminano con una spiga cilindrica di 2-10 cm. Allo stato selvatico presente su tutto il territorio italiano, ad una altitudine che va da 0 a 800 metri, mentre assente nelle zone alpine, per cui la troviamo nei prati incolti, nelle scogliere, in terreni salmastri in prossimit del mare, dove forma piccoli tappetini che nascondono la sabbia. Oggi sul mercato questa erba si pu trovare anche nella forma coltivata, che si presenta molto pi grande, quasi cespugliosa. Nelle vicinanze delle zone coltivate si possono trovare delle piantine subspontanee, sfuggite alla coltivazione.I suoi principi attivi quali tannino, pectina e mucillagini conferiscono a questa pianta propriet medicinali.
Usi gastronomici Nella forma selvatica giovane, ossia prima della comparsa dell’infiorescenza, le foglie carnose, tenere e di sapore gradevole, si usano insieme con altre verdure selvatiche per comporre insalatine selvatiche, come la classica “misticanza” laziale, ma anche nella “mesticanza” marchigiana. Quella raccolta nei posti di mare, ha le foglie di consistenza pi croccante, al punto che se vengono ripiegate su s stesse, si spezzano emettendo anche un piccolo rumore. La forma coltivata (var. sativa) utilizzata prevalentemente, anche da sola, per fare delle gradevoli insalate. Di quella selvatica, le foglie pi dure possono essere utilizzate per fare delle ottime frittate, per ripieni di torte rustiche, mentre le infiorescenze vengono aggiunte nelle zuppe contadine alle quali conferiscono un delicato aroma di fungo (35).
Distribuzione – Habitat – Fioritura: Pianta distribuita in Asia, Europa ed Africa settentrionale, in Italia comune in tutte le regioni dove vegeta sulle coste marine, dune sabbiose, campi e incolti da 0 a 800 m. Fiorisce da maggio ad agosto.

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