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Vitalba

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cos chiamata una pianta, la Clematis vitalba L, che appartiene all'ordine delle Policarpiche o Ranali, famiglia delle Ranuncolacee, genere Clematis, conosciuta anche con il nome di viorna, barba di vecchio, erba dei cenciosi. Questa pianta comunissima, si pu trovare facilmente nelle siepi di confine, nei boschi, sui muri, sulle recinzioni. La pianta una ranuncolacea che si arrampica soprattutto sui reticolati e muretti, ed comune in tutta Italia, dalla pianura alla media montagna. La Vitalba, secondo alcuni studiosi, l'unica liana europea; infatti presenta fusti legnosi, ramificati e flessibili che si arrampicano ai tronchi degli alberi, e sono lunghi anche decine di metri; le foglie caduche, lisce e brillanti, sono divise in segmenti. I fiori sono bianchi o bianco-verdognoli, hanno un profumo delicato, sono riuniti a grappolo; ogni fiorellino composto da 4 petali allungati e vellutati. La fioritura avviene in estate; all'Elba, dato il suo clima mite, anticipata.

Curiosit Si racconta che i legionari romani, durante i loro faticosi spostamenti, usassero la Vitalba per difendersi dal calore del sole, usando a mo' di turbante i lunghi fusti cos ricchi di fogliame; nello stesso tempo i poveri soldati erano allietati dal gradevole profumo. Sempre nel passato si usata la pianta per le sue caratteristiche ulceranti: poich la Vitalba, se ben strofinata sulla pelle, provoca delle piaghe, alcuni mendicanti si procuravano delle ulcerazioni per destare piet mentre chiedevano l'elemosina. Per questo motivo in Francia viene anche chiamata "Herbe aux gueux" (erba dei cenciosi).

Usi erboristici Oggi la vitalba ha trovato impiego in omeopatia e si utilizza in caso di eruzioni cutanee, blefariti, ingrossamento delle ghiandole, malattie degli organi riproduttivi maschili ed anche nevralgie.

Utilizzo in cucina I germogli (vitalbini, vezzatori, vezzadri) sono gustosi e leggermente amarognoli, ma, come tutte le Ranuncolacee, contengono sostanze tossiche che provocano gravi disturbi gastroenterici che possono condurre anche alla morte: si tratta di alcaloidi simili alla protoanemonia Questi tuttavia si perdono con la cottura, gettando via l'acqua residuata. I getti sono confusi spesso con quelli del luppolo, con il quale facilmente convivono. scanalati e lunghi. Per l'uso in cucina si colgono solo i getti giovanissimi, fino al primo paio di foglioline (marzo-maggio). Una volta sbollentati si usano come una normale verdura in foglia, di preferenza saltandoli in padella o per le frittate. Non ha un gusto forte ma pu essere utilizzata (sempre in modiche quantit) unitamente al tamero e al luppolo per preparare minestre o risotti dal gusto selvatico. Da sola non viene utilizzata.

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