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Timo serpillo

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il nome di una particolare specie di timo, cos chiamato per il suo andamento strisciante. Conosciuto anche come timo rosa, erba di pess, sarapollo, pepolino, timo peparello, molto diffuso allo stato selvatico, dal mare alla zona alpina di tutta l’Italia. Le principali caratteristiche che lo differenziano dal timo volgare, sono la mancanza di tomento nella pagina inferiore delle foglie, la minore legnosit, la taglia pi piccola di tutta la pianta, ed infine il fatto che i fiori sono un poco pi grandi di quelli del T. vulgaris e non sempre sono riuniti in spicastri, i quali, comunque, sono piuttosto lassi. Le foglioline, opposte, sono distanti nei rami fertili e avvicinate in quelli sterili, hanno forma ovata o tondeggiante, e sono portate da steli erbacei, con radici avventizie da cui partono gli steli verticali. I fiori, di un color rosa pi o meno cupo, qualche volta maculati di porpora o di bianco sul labbro inferiore, sono spesso raccolti in glomeruli quasi sferici, talvolta in spighe pi o meno dense sulla sommit dei fusti fioriferi, ritti. La corolla si apre in due labbra, il superiore piatto e i quattro stami divergenti sorpassano il tubo. Il calice anch’esso a due labbra ben distinte, il superiore a tre denti larghi, quello inferiore a due denti molto stretti. I fusti fioriferi, sottili, sono nettamente quadrangolari o quasi arrotondati. I germogli pi giovani, usati per aromatizzare, si raccolgono durante la stagione calda. Analogo a quello del timo, il profumo del serpillo per pi tenue, poich contiene meno olio essenziale e timolo, e pertanto se ne pu usare una quantit maggiore. Da questo timo ricavata una variet coltivata chiamata “citriodora” o “atropurpurea”.

Variet Del serpillo esistono molte variet. Si va dall’angustifolius con foglioline strette 1-3 millimetri, al praecox tipico dei boschi; dall’ovatus dei laghi montani del Nord alto fino a 40 cm e dal longicaulis con rami sterili striscianti e rami fioriferi ascendenti, lunghi fino ad 80 cm, all’herba barona della Sardegna e della Corsica; dal lanuginosus ove una fitta peluria biancastra riveste i fusti, al nitidus che ne quasi del tutto privo. In Italia esistono ancora delle entit, di cui il Fiori ne riporta ben 31, che come forme intermedie o locali delle variet ben accertate di serpillo costituiscono delle interessanti particolarit di certi luoghi e solo di quelli. Il profumo di queste piccole piante, che gi un buon indizio delle loro virt, varia difatti dal mare alla montagna e da una forma all’altra: l’odore di una si avvicina a quella del timo, un’altra somiglia all’origano, alcune imitano bene la melissa.

In cucina Fresco (in questo caso si utilizzano solo le foglie pi piccole e i rametti pi teneri) o secco, ha un aroma penetrante che lo rende adatto a profumare piatti a cottura lenta, come carni, soprattutto maiale, pesci grassi, agnello e coniglio, ma anche verdure, pollame e selvaggina.

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