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Melissa

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Normal 0 14 il nome di una pianta aromatica perenne appartenete alla famiglia delle Labiate, (Melissa officinalis L (ing. lemon balm, balm-mint fr. melisse ted. Melisse Sp. melisa oficinal) nota anche con il nome di citraggine, cedroncella, erba cedrata, erba limona, erba limoncina, limunina, perch caratterizzata da un gradevole e intenso profumo di limone che esala dalle foglie quando vengono stropicciate; altri nomi dialettali sono apiastro, fior d’api, perch ricercata dalle api, oppure erba sana, per le sue presunte propriet curative. Alcuni nomi dialettali (limoncina, cedronella) li troviamo, per, anche riferiti alla “cedrina”. La Melissa in greco si chiama melissophyllum, cio “foglia melata” e in latino apiastrum, perch le api amano molto questa pianta, per cui in estate corrono a suggerne il nettare, dando poi un miele saporitissimo e dall’aroma tutto particolare. Melisse erano anche chiamate le sacerdotesse dei Misteri di Eleusi e di Efeso, che nei loro riti usavano il miele per lavarsi le mani.

Botanica La melissa pu raggiungere anche il metro di altezza, ha uno stelo erbaceo eretto, spigoloso, ramificato, sul quale si inseriscono foglie opposte, di forma ovata, dai margini seghettati, simili all’ortica, di cui si raccolgono in estate le pi tenere. I fiori bianchi presenti all’ascella (cio nel punto di congiunzione tra il picciolo delle foglie e il fusto) sbocciano numerosi, da giugno ad agosto, protetti da un calice verde persistente. Allo stato naturale questa pianta si sviluppa ovunque, dalle zone costiere a quelle collinari, con una predilezione per gli angoli freschi e ombrosi. Per queste sue caratteristiche adatta alla coltivazione in vaso sul balcone (da seme o per talea), specie se rivolto a nord.

Note storiche La melissa la conoscevano gi i Greci ed i Romani che le attribuivano propriet medicinali sedative e depurative. Per queste virt Dioscoride la cit spesso nel suo trattato “De Materia Medica”. Ma i pi entusiasti assertori delle propriet terapeutiche della melissa furono soprattutto i medici arabi. Scrisse di lei Serapione: “Elimina tutte le inquietudini e immaginazioni dal cervello e soprattutto quelle che derivano (la timori melanconici”. E Avicenna, il grande medico che si diceva illuminato da Allah, gli fece eco affermando: “… proprio della melissa rallegrare il cuore, riscaldare e fortificare gli spiriti vitali”. rimasta viva nei secoli la fama della celebre “Acqua di melissa dei Carmelitani”, preparazione che risale al 1600 e che viene attribuita agli erboristi del convento parigino del Carmelitani Scalzi della rue de Vaugirard. Fino a pochi decenni fa non c’era infatti farmacia familiare che non disponesse di una bottiglietta di questa prodigiosa acqua, chiamata anche, “acqua antiisterica”, che veniva impiegata come rimedio un po’ per tutti i mali. Secondo la ricetta originale l’acqua dei Carmelitani si ottiene dalla distillazione di melissa fresca. macerata in alcol e vino, con l’aggiunta di numerosi aromi. Agli appassionati di erboristeria che volessero prepararla in casa, non essendo facile disporre di strumenti domestici per la distillazione, suggeriamo una vecchia e semplice ricetta, ottenuta per macerazione, riportata dal Lieutaghi nel suo “Libro delle erbe”: “Prendete: foglie di melissa mezzo appassite, 4 once (120 grammi); scorza fresca di limone, noce moscata, semi di coriandolo, di ciascuna cosa un’oncia (30 grammi). garofano e cannella di Ceylon, di ciascuna cosa mezza oncia (15 grammi); spirito di vino, 4 libbre (2 litri). Fate macerare per otto giorni filtrate il liquore e conservatelo poi in un vaso ben chiuso”’.

Utilizzazione in erboristica Il contenuto pi importante dal punto di vista terapeutico, alimentare e cosmetico, l’olio essenziale che viene ottenuto dalla distillazione delle foglie in corrente di vapore. Ha un aroma caratteristico e molto particolare; ha infatti la prerogativa di combinare, in una sorta di cocktail d”aromi, le sostanze tipiche di diverse importanti piante profumate: dal citrale (profumo di limone) al geraniolo (profumo di rosa), al linalolo (profumo di lavanda), all’eugenolo (profumo di garofano). Questo olio considerato dotato di propriet antispasmodiche, calmanti, antisettiche. La verde e aromatica fogliolina di melissa , secondo gli erboristi, una vera miniera di sostanze benefiche che le conferiscono numerose propriet terapeutiche. Alla melissa ancora oggi, gli erboristi riconosciono propriet sedative, digestive e antisettiche (per uso esterno). La cosmesi popolare non ha fatto un grande uso di questa pianta, limitandosi ad impiegarla per la freschezza della bocca e per lenire infiammazioni dentarie e punture d’insetti. L’uso tradizionale avviene per infusione o applicando sulla parte da trattare, le foglie fresche pestate. In campo cosmetico la melissa viene oggi utilizzata per preparare prodotti destinati a pelli delicate e sensibili, ma l’impiego principale rimane senz’altro quello aromatico: il suo olio essenziale entra infatti nella composizione di molti famosi profumi a nota agrumata.

In cucina La melissa pu essere consumata allo stato fresco oppure dopo l’essiccazione, che per causa una certa perdita di profumo. In passato veniva usata in pasticceria per aromatizzare le torte a base di arancia. ricercata anche dall’industria farmaceutica in virt delle sue propriet digestive, e in quella liquoristica che la usa come ingrediente importante nei liquori Benedectine e Charteuse. usata anche in aggiunta ad un calice di vino bianco, soprattutto in estate per aromatizzare un bicchiere di acqua ghiacciata. Dalle foglie in infuso si pu ricavare anche un gradevolissimo t dalle propriet carminative. Per, come altre erbe, un po’ dimenticata dagli usi moderni di cucina; comunque, ottima nelle insalate miste di erbe selvatiche, nelle frittate, oppure insieme ad altri aromi per insaporire agnello e capretto arrosto, nel ripieno della tasca di vitello, del pollo arrosto o del cappone.

 

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