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Maggiorana

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Normal 0 14 il nome di una pianta erbacea aromatica, appartenente alla famiglia delle Labiatae.(Origanum majorana L = Majorana hortensis Moench) (ing marjoram, fr marjolaine, ted. Maigram, Mairan, sp amraco, mejorana). una specie perenne, originaria dell’Asia Centrale, Arabia, Africa boreale, ma attualmente diffusa e coltivata soprattutto nel bacino mediterraneo. Ne esistono diverse variet. Il suo nome deriva dal greco amarakon; in gran parte dell’Italia conosciuta anche con il nome di persia, proprio perch si ritiene proveniente dalla Persia. Altri nomi dialettali sono persa, erba spersa, scarsapepe. Linneo aveva ascritto questa pianta al genere Origanum col nome di Origanum majorana, ma dal Moench stata considerata appartenere ad altro genere e quindi indicata come Majorana hortensis.

Caratteristiche botaniche Il fusto erbaceo quadrangolare, alto dai 30 ai 60 cm, lignificato solo alla base (suffrutrice), sottile, molto ramificato; detta anche “nodosa” perch caratterizzata dai numerosi piccoli nodi che produce. Rizoma obliquo e radichette fibrose; fiori sessili bianchi o rosa, piccoli e insignificanti, con corolla di due labbra e calice di cinque denti, in mazzetti formanti racemi alla sommit dei rami (compaiono in estate); frutti di quattro acheni con piccoli semi. Le foglie sono piccole, di forma ovata o tondeggiante, di colore verde-grigiastro, vellutate per la presenza di una fine e morbida peluria. Quelle pi giovani e le punte dei germogli, dal caratteristico e penetrante aroma, vanno raccolte in estate, prima della fioritura, quando massimo il loro potere aromatico. Nei paesi caldi perenne, ma in quelli pi freddi va trattata come un’annua, abbastanza robusta, che non sopporta inverni freddi. Richiede molto sole e terreno sabbioso. Anche se le pianticelle si coltivano meglio in serre tiepide, a tarda primavera si pu seminare, oppure far germinare le sementi in vaso con un terreno ricco e quindi trapiantarle all’aperto quando il clima si fa pi dolce. Tra pianta e pianta ci dovrebbe essere uno spazio di una ventina di centimetri. A differenza della maggior parte delle erbe delle Labiate, la maggiorana dolce (come il basilico) pi dolce quando non viene coltivata in condizioni aspre. Anche se quella fresca si trova con relativa facilit dai buoni ortolani, consigliabile, se se ne ha la possibilit, coltivarla in vaso, dato che una pianta di facile coltivazione.

Cenni storici La maggiorana, rispetto all’origano, fu meno diffusa nell’antichit, se non nei paesi caldi come Egitto e Tracia. Da queste regioni calde si fece strada lentamente verso l’Europa perch aveva bisogno di essere coltivata con un minimo di cure, dal momento che non sopportava bene il freddo. Comunque era gi nota a Plinio, che l’aveva denominata amaracus, dal nome greco di amakaron. In Europa fu molto apprezzata per la dolcezza dell’aroma rispetto all’origano, dal quale tuttavia i nasi e i palati nordici poco facilmente la distinguevano. E ci si spiega se si pone attenzione al fatto che l’origano coltivato fuori dalle terre molto assolate perde la caratteristica acutezza per cui si avvicina pi alla maggiorana per odore e sapore. Maggiorana, menta, timo, erano le erbe che si spargevano sui pavimenti per contrastare la puzza che si levava dalla paglia sparsa in permanenza e dai residui del cibo buttati ai cani. Al potere deodorante si aggiungeva il credo che la maggiorana tenesse lontane le streghe per cui non era infrequente che chi ne temeva l’apparizione se ne procurasse un rametto per averlo sempre con s. Shakespeare ne ricorda le apprezzate doti condimentarie nella commedia “Tutto bene quel che finisce bene”, allorch al giullare che nel vantare le doti della donna la paragona alla dolce maggiorana, “la pi buona tra le erbe dell’insalata”, il Re risponde che non erba d’insalata la maggiorana ma pregiato condimento.

Principi attivi Olio essenziale (sino al 2%) contenente terpinene e terpineolo, borneolo, canfene, cimene, sabinene; sostanze amare, acido tannico.

Propriet medicinali e usi erboristici Nell’antica Grecia veniva prescritta come antidoto per i morsi di serpente e per lenire i dolori artritici. Tuttavia fu in particolare nel mondo latino che godette larga diffusione, soprattutto dopo che furono scoperte le sue propriet digestive. In epoche pi recenti stata invece molto utilizzata dalla medicina popolare, che la consigliava in casi di indigestioni, coliche infantili, artriti. I medici dei secoli passati vantavano la maggiorana come “cefalica, pettorale, stomacale, antisterica e starnutatoria”, facendone uno specifico per i raffreddori di naso. Il Theatrum Sanitatis (secoli XIV-XV) la consigliava, invece, per le costipazioni cerebrali, raccomandandone un uso moderato onde evitare danni. Oggi Messegu raccomanda di inalare polvere di maggiorana secca per sternutire, decongestionando le mucose nasali. La dote principale della maggiorana quella di agire come calmante, sedativo, antispasmodico. Oggi i ricercatori riconoscono che gli oli essenziali di quest’erba (terpineolo, canfene, borneolo) possiedono delle virt antispasmodiche notevoli, per cui si pu usare specialmente contro l’insonnia. Le sue caratteristiche aromatiche si assommano poi con le propriet di stimolare la secrezione dei succhi gastrici e risvegliare l’appetito. Sul tratto intestinale, la maggiorana agisce normalizzando i processi digestivi, bloccando le fermentazioni e attenuando le contrazioni dolorose. Un infuso per attenuare i dolori addominali e digestioni difficili prevede un grammo di sommit fiorite in una tazza d’acqua. Mentre una dose un poco pi alta serve a calmare a conciliare il sonno. Sempre secondo gli erboristi, trova indicazione anche come ansiolitico, nel trattamento delle insonnie e nelle sindromi depressive, mentre raccomandano di non esagerare perch la maggiorana in forti dosi stupefacente. Quando si hanno quei raffreddori di testa con naso orecchie tappate, sarebbe bene ricorrere a dei buoni vecchi suffumigi di acqua bollente ove si sia messa della maggiorana, coprendosi poi con un grande asciugamano di spugna per non far disperdere i vapori. La maggiorana anche un antinevralgico. Viene utilizzata anche nell’ipertensione, nelle enterocoliti come antispasmodico. Per uso topico (in impacchi) antalgica; si adopera anche nella cura delle carie dentali. La maggiorana si prepara in infuso o in decotto. Un olio medicamentoso si prepara mettendovi a macerare molte foglie e fiori di maggiorana e rosmarino, e si usa per calmare dolori reumatici e nevralgie massaggiandolo sulla parte dolorante. Nei secoli passati la polvere mescolata a gelatina di albicocche, si impiegava per combattere vertigini e tremori, nonch l’epilessia. Passando ad altri usi, viene anche affermato che l’infuso potenziato di maggiorana, strofinato pi volte sul cuoio capelluto serve a fortificare i capelli e ad arrestarne la caduta.

Curiosit La maggiorana, come pure il rosmarino, l’angelica e il ciclamino, entrava a far parte delle “piante del Sole”, mentre a Saturno erano dedicate la cicuta, l’aconito, il cipresso, la ruta e il tabacco. Presso i Greci e i Latini era usanza adornare il capo dei giovani sposi con della maggiorana; a tal proposito cos scrive Catullo: “Cinge tempora floribus / Suaveolentis amaraci” (Cingi le tempie con fiori di profumata maggiorana). Inoltre, sempre nei secoli passati, si scambiava tra amanti come pegno d’amore sereno, di promessa di amore. Un’antica leggenda narra che al servizio del re di Cipro v’era un ragazzo di nome Amaracus. Un giorno un vaso di profumi, malauguratamente, gli scivol di mano rompendosi al suolo. Il ragazzo si spavent a tal punto da rimanere senza coscienza, e venne tramutato in un’erba profumata. In virt del suo gradevole profumo la pianta stata molto amata dai Greci, dai quali apprendiamo anche la storia mitica della sua origine: fu infatti Afrodite a coltivare per prima la maggiorana, e fu la dea dell’amore in persona a scegliere la fragranza da attribuire alla pianta. Proprio in quanto erba prediletta da Afrodite, le giovani ragazze greche credevano che, mettendo un ramoscello di maggiorana sotto il cuscino, avrebbero visto in sogno il volto del loro futuro marito. Ancora oggi, a retaggio di quell’epoca tanto lontana, presso alcune culture europee tradizione porre rametti di maggiorana nella biancheria di corredo delle ragazze: vero che quello gesto ha lo scopo pratico di profumare lenzuola e asciugamani, ma, forse inconsapevolmente, l’uso di questa erba costituisce anche un modo per rivolgersi alla dea dell’amore per invocarne la futura felicit. Alla maggiorana, considerata nel mondo antico come simbolo di felicit, venivano attribuite capacit di tipo magico: ancora durante tutto il Medioevo si credeva, per esempio, che le sue foglie, insieme a quelle del timo, avessero il potere di non fare inacidire il latte. Nell’opera Hieroglyphica selecta, Hori Apollonis (1599) dice che la maggiorana allontana le formiche: “Formicarum absentiam ac discessum volentes significare, origanum inter sacras sculpturas pingunt. Hoc, si quidem eo in loco conditum unde formicae prodeunt, eas fugat” (quando vogliono augurarsi, vale a dire ottenere, la mancanza o l’allontanamento delle formiche, pongono tra le sacre statue e immagini della maggiorana. Codesta pianta, se ci sono formiche, le allontana dalla loro tana).

Usi magici Nei testi di magia non si brilla per esattezza scientifica, tanto pi in certi casi nei quali l’equivoco costituito gi dall’ambiguit del nome, come in questo caso. Infatti assai difficile stabilire quando si tratta di origano e quando di maggiorana, usandosi i termini non di rado come sinonimi. In un sacchetto di stoffa bianca, cucito a mano da una donna, si pongono un ramo di maggiorana, un ramo di ruta e un ramo di rosmarino: se si indossa legato al collo al modo di scapolare, si ottiene una protezione magica contro ogni malattia. Una corrente magica si stabilisce tra la pianta di maggiorana e la donna che la coltiva: spesso le malie vengono fatte proprio adoperando la maggiorana che coltivata sul davanzale dalla padrona della pianta. La maggiorana impedisce che dai vani presso i quali si trova vicina passino influssi malefici, spiriti immondi, effluvi portatori di malattie e di pestilenze. Per i riti magici i rametti di maggiorana vanno colti a mezzanotte, senza usare lame di ferro, d’acciaio o d’altro metallo.

In cucina Occorre premettere che comunemente non si fa alcuna distinzione fra maggiorana e origano, dal momento che in pratica le due erbe sono difficilmente distinguibili una dall’altra, specialmente in considerazione delle numerose variet (cultivar) presenti sul mercato, per cui spesso questi due nomi sono considerati sinonimi. La maggiorana una delle erbe pi importanti per la cucina e trova un numero illimitato di impieghi. Praticamente viene adoperata in ogni paese, e soprattutto in quelli dova la cucina basata su quella europea; non trova invece largo impiego in Oriente. La maggiorana viene utilizzata direttamente in cucina come condimento di diversi piatti, ma anche diffuso il suo impiego nella preparazione di insaccati di carne, soprattutto in Germania e in Svizzera; inoltre, il suo profumo ricercato nella liquoristica e nell’industria cosmetica. un ingrediente usato in quasi tutte le cucine regionali, ma quella pi caratterizzata dal suo profumo senza dubbio la ligure, che la impiega in molte delle sue preparazioni pi note, come la cima alla genovese e la torta pasqualina. La maggiorana si pu usare fresca o essiccata; in quest’ultima forma, per, il suo profumo si attenua molto. Quando fresca pu avere quasi il profumo di un fiore. Perci in cucina la maggiorana pu essere presente per tutto l’anno. In pratica la maggiorana si pu aggiungere a qualunque piatto in cui si userebbe il timo, ma avendo un profumo pi delicato che si perde facilmente con la cottura, preferibile aggiungerla poco prima di togliere dal fuoco, oppure in piatti di rapida cottura come l’omelette. Usata cruda, particolarmente deliziosa tagliata fine, mischiata a succo di limone e servita insieme alle acciughe.

 

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