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Levistico

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il nome di pianta erbacea aromatica perenne (Levisticum officinale Koch) appartenente alla famiglia delle Ombrellifere, genere Levisticum, nota anche con il nome di sedano di montagna e di appio montano. Forse il suo nome deriva dal termine latino “levare”, cio togliere o alleviare, poich le venivano riconosciute propriet di lenire piccoli mali. una pianta originaria dell’Asia e attualmente diffusa in tutta l’Europa Centrale; in Italia facile incontrarla in forma coltivata, mentre pi raro che si sviluppi allo stato selvatico. In questo caso reperibile solo nell’Italia del Nord, sulle Alpi, grosso modo dalla Carnia al Piemonte, al di sopra dei 600 m sul livello del mare, fino ed oltre i 1700 m.

Nomenclatura Secondo gran parte degli autori il levistico sarebbe da collegare con il Ligusticum dei Romani, termine presente nelle opere di Plinio (Ligusticum silvestre) e nel ricettario di Apicio, che include infinite volte i semi di questa pianta in gran parte delle sue ricette. In alcuni testi scritto anche che il levistico pu derivare dal termine latino “levare”, nel significato di liberare da, alleviare, con il fatto che a questa pianta fin dall'antichit venivano attribuite propriet di togliere o alleviare una infinit di piccoli mali. In pratica forse pi giusto pensare che il Levisticum officinale non sia altro che un sinonimo di Ligusticum levisticum, come riportato da alcuni autori, compreso il Dizionario di Botanica del Musmarra, quindi una semplice variet di ligusticum (secondo alcuni di derivazione dal Ligusticum perycum) dal momento che differisce da tutte le numerose variet di ligusticum presenti nel nostro territorio soprattutto perch le sue foglie somigliano pi da vicino al sedano, la qualcosa gli ha valso appunto l'appellativo di “sedano di montagna” e la possibilit di utilizzare in cucina anche le sue foglie e non soltanto i semi.

Caratteristiche. Questa pianta conosciuta anche come “levistico scozzese”, perch una volta veniva consumata cotta o cruda in Scozia, dove era chiamata shunis. Il levistico cresce spontaneo nel nord della Gran Bretagna e lungo le coste atlantiche settentrionali. Facile da coltivare, preferisce posizioni soleggiate e terreno umido. Quando questa pianta ha almeno un paio di anni e quindi completamente sviluppata, pu arrivare a due metri d’altezza, con il fusto eretto, cavo (tubuloso), striato, piuttosto lucido. Le foglie somigliano a quelle del sedano e hanno anche aroma simile, per molto spiccato, tale da consigliarne l’uso solamente in piccole dosi. Tutta la pianta emana un buon odore molto simile al comune sedano e quindi l’errore con la cicuta (Conium maculatum L.), vagamente simile ma con odore fetido, da escludere. Essendo una pianta anche coltivata, il suo ritrovamento in forma naturalizzata pi probabile nei pressi di orti, campi lavorati, baite, ecc. I fiori, presenti sulla pianta nei mesi di luglio-agosto, hanno cinque petali giallo-verdastri e sono numerosi, riuniti su ombrelle composte da 10-20 raggi.

Usi in campo erboristico Il suo impiego terapeutico era conosciuto fin dall'antichit ed legato alla tradizione monastica. Il Levistico era conosciuto per le propriet di “levare” ogni tipo di dolore, fin dai tempi dei Benedettini, che lo coltivavano nel “Giardino dei Semplici”. Ritroviamo coltivata questa pianta anche nel Giardino di Carlo Magno, insieme ad altre innumerevoli piante officinali. Come infuso, favorisce la diuresi, aiuta a eliminare le tossine, aiuta la digestione, attutisce i bruciori di stomaco. La radice ha propriet espettoranti e sedative, cura ulcere boccali , tonsilliti, bronchiti, cistiti, dolori mestruali e convulsioni. La radice consumata lessa aiuterebbe lattivit renale. In decotto utilizzata contro la ritenzione di liquidi nei tessuti (edema), dovuta a malattie del ricambio. sempre secondo gli erboristi gioverebbe anche nelle cure dimagranti e contro la cellulite.

In cucina Raccogliere le foglie in primavera-estate e utilizzarle preferibilmente fresche. Tutte le parti di questa pianta si possono per utilizzare in cucina. I giovani getti si possono usare come il sedano; le foglie, anch’esse giovani, come il comune prezzemolo; le radici, essiccate, come infuso digestivo, ma entrano anche nella composizione di vini e liquori d’erbe; infine i semi, anch’essi essiccati, si usano mescolati alle confetture, canditi, e per insaporire carni, pesci e anche il pane.

 

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