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Issopo

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il nome di una pianta aromatica perenne (Hyssopus officinalis L.) (ing hyssop, fr hysope, ted. Eisop, Ysop, sp. isopo) appartenente alla famiglia delle Labiate, unica presente in Italia nel genere Hyssopus, molto diffusa nei terreni soleggiati dell’Italia centrale, che forma fitti cespugli, alti da 30 a 60 cm con foglie verde scuro, lunghe circa 3 cm, larghe 3 mm, prive di picciolo, lineari-lenceolate, che a prima vista possono somigliare al rosmarino. Spesso viene confusa con la Santoreggia montana. Possiede un fusto ampiamente ramificato, parzialmente lignificato alla base (suffutrice), a fiori verticiliati azzurri violacei (ne esistono anche variet con fiori bianchi o rosa) presenti da giugno a settembre, sistemati in spighe unilaterali che guardano tutte nella stessa direzione. originaria dell’Europa meridionale, del Medio Oriente e della Russa del sud. Cresce spontanea nelle zone montane e submontane (da 300 a 1000 m), su rupi calcaree soleggiate nella fascia sub mediterranea, non come specie rupestre, ma piuttosto come colonizzatrice della zolle a graminacee. Tutte le parti della pianta emanano un forte buon odore; il sapore un po’ amaro, ma aromatico e gradevole al palato. Viene anche coltivata come pianta ornamentale nelle bordure rupestri e come pianta medicinale; la moltiplicazione avviene per seme, innesto o divisione dei cespi, ma ha bisogno d’essere rinnovata ogni tre o quattro anni. Con lo stesso nome di “issopo” sono conosciute numerose altre piante appartenenti ugualmente alla famiglia delle Labiatae, ma al genere Micromeria, tra le quali le pi interessante dal punto di vista gastronomico sono l’issopo montano o santoreggia del monte S. Giuliano (Micromeria juliana L.) e l’issopo meridionale (v) (Micromeria greca L.)

Note storiche L’issopo gode di grande letteratura, ma pi in medicina che in cucina. Infatti, si usava nell’area mediterranea ancora prima di Cristo. Legato a riti di purificazione nominatissimo nel Vecchio e nel Nuovo Testamento fino a entrare in formule liturgiche. Infatti, era considerato pianta sacra e partecipava come elemento insostituibile a molti riti solenni, soprattutto quando le cerimonie prevedevano spargimento di sangue; in questo caso l’issopo interveniva a togliere ogni traccia di macchia e a “mondare” simbolicamente le vittime. David dopo aver spinto Betsabea all’adulterio chiede al Signore la grazia della purificazione “aspergimi con l’issopo e sar puro". Fin dall’antichit ebbe grande fama come erba medicinale al punto che secondo Plinio quando gli Ebrei ritornando dall’Egitto affetti dalla lebbra, portarono con loro anche il rimedio sacro che permetteva di curarla, l’esob, ossia l’issopo.

In cucina Durante l’estate le foglie pi giovani e i germogli terminali pi teneri, anche completi dei fiori, dal sapore amarognolo e leggermente piccante, che ricorda un poco la menta con qualcosa della ruta, vengono raccolti per essere utilizzati in certe insalate, che assumono cos un sapore leggermente piccante; inoltre vengono incluse in alcune specialit di salumeria, nella cottura dei pesci grassi, negli intingoli per arrosti e nei ripieni. Alcuni appassionati delle erbe lo raccomandano anche nelle minestre (zuppa di castagne all’issopo) e nei rag. Per le sue propriet aromatiche, l’issopo viene impiegato anche per aromatizzare aceto, vino, vermouth, tisane e liquori (Chartreuse, Centerbe); dalle sue foglie se ne distilla un’essenza che viene usata in liquoreria e in profumeria, ma che non va ingerita allo stato puro poich pu provocare fenomeni convulsivi. Cosa che non accade ingerendo i vari infusi e sciroppi non troppo concentrati.

Propriet terapeutiche in erboristica Molte sono le azioni terapeutiche attribuite dagli erboristi all’infuso o allo sciroppo di issopo; prime fra tutte le propriet tonico-digestive, ma anche bechiche, espettoranti ed emmenagoghe. Per tale motivo la medicina naturalistica lo usa nelle inappetenze, nelle flatulenze, nelle dispepsie, nelle bronchiti catarrali, nelle dismenorree e nelle leucorree. usato anche in aromaterapia.

 

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