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Alliaria

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il nome di una pianta erbacea perenne (o biennale) (Alliaria petiolata Cavara) (ing. garlic mustard, fr. alliaire, ted. Knoblauchhederich Gemeines Lauchkraut sp. ajera, erisimo), alta dai 20 ai 90 cm, originaria delle regioni temperate dell’Europa e dell’Asia, appartenente alla famiglia delle Crocifere (o Brassicaceae), che cresce allo stato spontaneo; in Italia si trova comunemente nei boschi e lungo le siepi, dalla zona marina a quella montana; fiorisce da aprile a maggio e si raccoglie fino a luglio. Le foglie cuoriformi a grandi denti, simili a quelle dell’ortica, dal lungo picciolo, tingono di giallo; se strofinate, emanano un caratteristico odore di aglio, dovuto alla presenza di un glucoside solforato e all’essenza di aglio. Ha un grappolo di fiori bianchi crociformi all’apice, che viene sostituito da sottili e gracili silique. Parlando di questa pianta Andrea Mattioli dice: " in tutta la pianta facolt calida e secca: ma non per cos valorosa come nell'aglio", confermandoci quindi che la sua utilizzazione sempre stata in competizione con il pi virtuoso bulbo coltivato, nei confronti del quale questa specie erbacea ha finito per essere vista sempre some un "parente povero". Nelle indagini etno-farmacobotaniche condotte in Italia dal dopoguerra ad oggi, riportato solo un uso della specie nel Lazio come anti-infiammatorio sui geloni (la pianta fresca strofinatavi appena colta) ed un uso bechico e bronchilitico dell'infuso. Un uso antinfiammatorio per via interna descritto nell'Appennino Pistoiese (Toscana).

Nomi dialettali: erba ai, erba joella (Veneto), lunaria selvatica, pi d’asino (Toscana), agghiarola (Sicilia).

Usi erboristici Nell’alliaria presente un olio essenziale che contiene isosulfato di allile. usata spesso in erboristeria per le affezioni dell’apparato respiratorio, come espettorante; nella medicina antica veniva impiegata come uso esterno per combattere le piaghe torpide e i geloni; per uso interno si usava nelle fermentazione putride dell’apparato gastro-enterico, nella diarrea e contro i parassiti intestinali.

Gastronomia In cucina si possono utilizzare le foglie, i fiori e i semi. Un tempo in cucina, sopratutto in Toscana e nel Lazio le foglie erano utilizzate crude come erba aromatica in sostituzione dell’erba cipollina; ad esempio per preparare una salsa verde al sapore delicato di aglio, oppure inserita nei sandwich col formaggio o come condimento delle insalate. Le foglie e i fiori, entrambi pestati, possono essere utilizzati per insaporire il burro da spalmare sulle tartine. Nell’Europa Settentrionale veniva mangiata bollita come verdura, o fritta con aringhe e bacon. In Germania si usava come insalata per accompagnare carni insaccate. I semi si usavano al posto della senape per la presenza di un olio essenziale simile a quello della senape. Come tutte le crocifere va utilizzata soltanto fresca perch una volta essiccata perde gran parte del sapore.

 

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