Sei in: Home Erbe aromatiche Tamarindo
  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size

Tuscia in Tavola

Ricette, curiosità, tradizioni gastronomiche

arte in cucina

Tamarindo

E-mail

Il nome di un albero tropicale (Tamarindus indica L.), Normal 0 14 (ing tamarind-tree; fr tamarin, tamarinier; ted Tamarinde; sp tamarindo appartenente alla famiglia delle Fabaceae, originario dell’India, secondo alcuni, ma dell’Africa orientale (Madagascar), secondo altri, poi diffusosi anche in aree tropicali dell’Asia (India, Thailandia e Indonesia) ed ora presente anche nell’America Latina. Il nome deriva dall’arabo tamar hindi (dattero dell’India), La pianta pu superare i venti metri di altezza, e rimane sempreverde in regioni che non hanno la stagione secca. Il tamarindo utilizzato per l’alimentazione, per scopi ornamentali e anche per le sue propriet medicinali. Si tratta di un albero massiccio, a crescita lenta, che in condizioni favorevoli pu arrivare anche a trenta metri di altezza e pi di sette metri di circonferenza. Le foglie pennato-composte, lunghe fino a 15 cm, sono costituite di numerose foglioline. Come accade in altre specie di Leguminose, le foglie si richiudono durante la notte. Le foglie sono caduche durante la stagione asciutta solo nei luoghi che hanno una stagione secca particolarmente prolungata. I fiori sono poco appariscenti, gialli con strie rosse o arancioni, riuniti in infiorescenze (racemi). L’albero produce come frutti dei legumi marroni, che contengono polpa e semi duri. I legumi sono cilindrici, lunghi generalmente 10-15 cm, leggermente incurvati, e contengono fino a una dozzina di semi. La polpa gelatinosa, succosa, di sapore acidulo, ed utilizzata per l’estrazione di sostanze aromatizzanti impiegate nella preparazione di sciroppi dissetanti e in confetteria.

Composizione e dietetica Per quanto riguarda le virt nutrizionali, il tamarindo ricco di zuccheri, vitamine, sali minerali (in particolare ferro, potassio e calcio), pectine ed acidi organici (citrico, tartarico e malico) considerato un vero toccasana per chi ha problemi gastrici o digestivi ed un ottimo regolatore intestinale (le propriet lassative vengono attribuite proprio alla gran quantit di acidi organici presenti nella sua polpa; in commercio si trova la marmellata di tamarindo, un ottimo lassativo indicato soprattutto per i bambini e che non provoca coliche dolorose). Ha anche propriet antibatteriche ed antinfettive (nelle Filippine stato tradizionalmente usato in tisane utili a contrastare le febbri reumatiche, la malaria e la dissenteria). L’apporto calorico del tamarindo di 48 kcalorie per 100 g. di prodotto.

A tavola e in cucina I baccelli (i frutti), sia acerbi che maturi, entrano nella composizione di svariati piatti asiatici ed africani. La polpa (mesocarpo) dei frutti acerbi molto aspra (usata ai tropici per fare una specie di limonata), mentre i frutti maturi sono pi dolci e possono essere usati per dessert, bevande o spuntini. Questa polpa usata anche come spezia tanto nella cucina asiatica quanto in quella latino-americana, ed un importante ingrediente delle salse Worcester e HP. Il tamarindo un componente fondamentale della dieta dell’India Meridionale, dove usato per preparare il sambhar (zuppa di lenticchie speziata, con molte verdure), il riso pulihora ecc. anche consumato come dolce in Messico e sotto forma di spuntini nell’Asia sud-orientale (seccato e salato, seccato e candito, come bevanda fredda, ecc.). In Italia conosciuto soprattutto come sciroppo. Una curiosit: anche le scimmie amano molto i frutti maturi del tamarindo. Molto rinomata l’acqua di tamarindo, che si ottiene grattando finemente il rivestimento interno in acqua tiepida. Per fare lo sciroppo di tamarindo, bisogna eliminare la scorza esterna del baccello, immergere in acqua la parte interna e i semi, passarli poi allo schiacciapatate (o in un passapomodori), e infine far bollire il composto cos ottenuto insieme allo zucchero. Questo sciroppo si mantiene a lungo in frigorifero, e diluito con acqua fresca o nel ghiaccio tritato,costituisce un’ottima bevanda dissetante. Spesso usato anche con l’aggiunta di un po’ di zenzero grattugiato al momento di servirlo.

Uso medicinale Polpa, foglie e corteccia hanno applicazioni mediche. Per esempio, nelle Filippine e nel Sudan le foglie sono state tradizionalmente usate per tisane utili a contrastare le febbri malariche. In India usato nella medicina Ayurvedica per problemi gastrici o digestivi e contro il mal di denti. In Italia le sue propriet erano gi note ai tempi della Scuola medica salernitana, Pietro Andrea Mattioli (1500) lo definiva utile “per far muovere il corpo”. A basse dosi regola la funzione intestinale, mentre a dosi pi alte ha un effetto lassativo.

Altri usi Le foglie vengono usate in India e in Africa per nutrire bachi da seta dei generi Anaphe o Hypsoides, che producono una seta considerata di qualit superiore. Foglie e fiori trovano applicazione anche come mordenti per stoffe e cappelli di paglia.

 

Advertisement

Vi invitiamo a visitare:
media & sipario
Il salotto buono dell'informazione
TUSCIAMEDIA
Quotidiano della provincia di Viterbo
azione digitale
comunicazione e servizi it