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Sesamo

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il nome di una pianta erbacea selvatica (Sesamum ndicum L.) originaria dell’’India, tipica dei climi caldi e coltivata in molte regioni del mondo, dalla Cina fino agli Stati Uniti. L’importanza di questa pianta erbacea appartenente alla famiglia delle Pedaliacee risiede nel suo olio dolce, gradevole, versatile, ricavato dai suoi semi, che, e questo il punto, difficilmente irrancidisce, tanto che in passato lo si prefer a quello d’oliva. Questa pianta coltivata in Italia solamente in ristrette aree della Sicilia, nota soprattutto per i suoi semi. La pianta ha stelo eretto che pu raggiungere un’altezza di uno o due metri. Le sue foglie sono fini e pubescenti; i fiori hanno la corolla di un colore che va dal bianco al rosa pallido; i frutti sono a forma di capsula e sono lunghi circa due centimetri; in essi sono contenuti i semi, di vario colore, molto numerosi (da 50 a 100) e piccolissimi (da un millimetro e mezzo a due millimetri).

Composizione e Dietetica L’olio di sesamo una fonte primaria di componenti vitali per adulti ma soprattutto per i piccoli: contiene fattori di crescita come calcio, fosforo, magnesio, ferro e silicio, acido linoleico e linolenico, le vitamine B, E A e D.

Note storiche Risalgono al 3000 a.C. le prime tracce di una sua coltivazione nel Medio Oriente. Del sesamo parlano infatti alcune tavolette d’argilla sumeriche, risalenti al 2300 a. C. Per quanto riguarda le testimonianze delle fonti letterarie, troviamo la menzione dell’impiego del sesamo fin dalle opere pi antiche come i “Veda”. Le testimonianze vanno poi aumentando in frequenza nelle opere successive, dove il sesamo ripetutamente rammentato tanto in contesti religiosi quanto in contesti laici. L’importanza che il sesamo rivestiva nei vari ambiti della vita indiana antica, nell’alimentazione, in medicina e nei rituali religiosi e magici si ricava dai numerosi riferimenti che ne fa il “Libro delle leggi di Manu”. L-Atharvaveda”, una raccolta di incantesimi che il primo testo in cui citato il sesamo, fa vedere come i suoi semi costituissero un alimento d’uso comune e come, al tempo stesso, fossero considerati importanti. Lo prova un incantesimo, contenuto appunto in quest’opera, che veniva recitato per favorire la crescita dei denti nel bambino: tra le varie cose che si desiderava ottenere recitando quei versi c’era anche di far s che i denti, una volta cresciuti, venissero rivolti a un utilizzo corretto, come quello di masticare il cibo: rivolgendosi, infatti, ai denti stessi li si pregava che non dessero morsi al babbo e alla mamma del bambino, ma che piuttosto mangiassero il riso, l’orzo, i fagioli e il sesamo. Anche i Babilonesi ne facevano uso, sia per la fabbricazione di dolci sia per ricavarne vino e alcool; ne estraevano anche olio con cui cuocevano cibi e preparavano cosmetici. Di certo sappiamo che alcuni secoli prima di Cristo questa pianta si diffuse fra i Cinesi e quindi fra i Greci e i Romani che lo coltivarono diffusamente. Ma a quel tempo era considerato come un aroma eccezionale per una salsa impiegata, fra l’altro, per gustare fenicotteri e pappagalli. Puntualmente, si pens che fosse afrodisiaco e quindi fu distribuito durante le feste nuziali. Presso gli Egiziani il sesamo era usato anche come farmaco. In Oriente ebbe successo come aroma e farina per confezionare pane e dolci come la “chalba”, che si mangiava nei periodi di digiuno. Con i semi macinati e non tostati in Medio Oriente lo si apprezza con spiedini, panini e come aromatizzante per frutta e verdure. Nei negozi specializzati possiamo trovare la “tahina”, una crema di sesamo speziata ed emulsionata con limone, aglio e pepe, servita con gli antipasti. Il dolce orientale “halva”, fatto con olio di sesamo, molto apprezzato e pare che sia il motivo di una diffusa obesit. In francese, tedesco e inglese il nome mantiene la stessa radice (“huile de ssame”, “sesam oil”), mentre nei Paesi di produzione cambia: gli indiani lo chiamano “gin-gil”, i malesi “windjin”, i cinesi “mo-a”. In Italia la sua coltivazione diffusa soltanto nel Meridione ed in particolare in Sicilia, dove fu portato dagli Arabi al tempo delle invasioni, insieme a molte altre piante.

Utilizzazione Dai semi di sesamo si ricava un olio commestibile di ottime qualit alimentari, che per legge viene addizionato, nella misura del 5%, a tutti gli oli di semi e alle margarine, poich, avendo un’azione aromatica spiccata, rende possibile l’individuazione di una sofisticazione di oli di semi in quello di oliva. Il seme di sesamo ha un gusto vagamente simile a quello della noce; le cucine mediorientali (libanese, egiziana, turca) ne fanno, col suo olio, una specie di pur chiamato tahina. La cucina italiana utilizza soprattutto i semi di sesamo tostati nella panificazione, cosparsi su pagnotte e panini (per esempio, il pane di Palermo), e nella pasticceria per aromatizzare le varie paste. In tutta la pasticceria meridionale, soprattutto in Sicilia e in parte in Calabria, diffusissimo un torrone molto morbido a base di mandorle e miele, ricoperto con semi di sesamo, chiamato “cubbaita” o “giurgiolena” (da un altro nome del sesamo), tipico delle feste natalizie. Se si desidera esaltare l’aroma dei semi tostateli in padella per poi usarli anche come guarnitura dei piatti. Oltre a questa antica preparazione, dei dolci a base di sesamo ne parla abbondantemente Aristofane nelle sua commedie. Comunque il seme di sesamo considerato

Curiosit Il sesamo divenne cos popolare nel Medio Oriente che il suo nome fu citato addirittura ne “Le mille e una notte”. Nel racconto “Al Bab e i quaranta ladroni”, infatti, vengono pronunciate le parole magiche “Apriti sesamo” per spostare un enorme masso che chiude l’ingresso di una grande grotta, rifugio dei ladroni, questo forse perch nei tempi antichi si credeva che questa pianta, come molte altre, avesse dei poteri magici. La favola araba, raccolta da Antoine Galland nella sua traduzione settecentesca, ha reso ovunque molto popolare questa allocuzione, ancor oggi usata scherzosamente quando ci si trova in una difficile situazione che si spera cos di risolvere. I semi di sesamo sono presenti anche nella cucina araba e da questa trasmessi in eredit a quelle dei territori che sono stati pi a lungo dominati dai fedeli di Allah. Dal libro “Florario” (di Alfredo Cattabiani), apprendiamo che il sesamo apr non solo la porta della caverna dei ladroni ma anche le porte dell’aldil. Gli indiani lo usano infatti nelle cerimonie funebri, come purificatore e simbolo di immortalit. Dopo la cremazione, i partecipanti al rito si bagnano nel fiume lasciando poi sulla riva due pugni di sesamo quale viatico per l’estremo viaggio. Sempre in India, in una festa di espiazione, simile alla nostra commemorazione dei defunti, si offrono agli dei acqua, sesamo e riso. Chi dimentica o trascura questa offerta, perde tutto il merito delle buone azioni fatte durante l’ultimo anno. Secondo un mito, riportato nel Garuda Purna, i semi di sesamo sarebbero stati originati dalle gocce di sudore di Visnu all’inizio della creazione del mondo. Un altro campo, vicino a quello sacrale e alimentare, in cui si attribuiva grande importanza all’olio di sesamo era poi quello della medicina. L’uso dell’olio di sesamo infatti caldamente raccomandato come medicina contro diverse malattie, per esempio come impacco contro le bruciature o contro l’ulcera maligna. La preparazione di una medicina a base di olio di sesamo e sostanze profumate, chiamata “tailagandha”, in grado tra le altre cose di risanare le fratture delle ossa, minuziosamente esposta dal trattatista indiano. La sua efficacia era estesa anche in casi di convulsioni, di emiplegia e in vari tipi di paralisi e atrofie (del palato, della faccia, del collo), nel mal di testa, nel mal d’orecchi, nel tetano, nella sordit, nella cecit e nella debolezza dovuta a eccessi sessuali. Assunta con le bevande e con i cibi, un ottimo ricostituente. Spalmata sul collo, sul petto e sulle spalle aggiunge vigore a quelle parti del corpo; rende il volto luminoso e amabile come un fiore di loto e conferisce un buon profumo all’alito. infine uno dei rimedi pi potenti contro le malattie del sistema nervoso.

 

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