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Normal 0 14 È il nome di una pianta arbustiva (Hibiscus sabdariffa), appartenente alla famiglia delle Malvacee, varietà di Ibisco dell'Africa tropicale, diffusa soprattutto in Etiopia, di cui si utilizzano i fiori. Questi sono di colore giallastro, caratterizzati dalla presenza di un calice costituito da organi particolari, rossi e carnosi. I calici polposi sono aciduli e si usano per aromatizzare marmellate, bibite rinfrescanti e vino, oppure per fare un'eccellente gelatina o salsa che in qualche modo assomiglia ai mirtilli. Da questi calici essiccati si ottiene un infuso di colore rosso rubino, di sapore vagamente acidulo, dissetante e rinfrescante. La voce è di origine eritrea e tale è la provenienza del carcadè: esso venne importato in Italia solo allo scoppio della guerra contro l'Etiopia, nel 1935, quando la Società delle Nazioni inflisse all'Italia alcune sanzioni economiche e il governo fascista cercò di reagirvi organizzando fra l'altro il sabotaggio dei prodotti delle colonie inglesi; fu così che il tè venne sostituito appunto con il carcadè, accolto per la verità con mediocre entusiasmo. Oggi si trova ancora in drogherie specializzate. In India e nel Sudest asiatico il Carcadé è un ingrediente importante per i curry e i chutney, e recentemente sta diventandolo anche a Cuba, nell'America centrale, in California e in Florida. In generale la sua popolarità è in aumento.

 

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