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Tuscia in Tavola

Ricette, curiosità, tradizioni gastronomiche

arte in cucina

Tuscia in Tavola

Un buon piatto vale un monumento?

A sentire gli esperti, sembra di s, se vero che termini come cucina casereccia, forno a legna, prodotti locali, fettuccine al bastone, pesce fresco, olio extravergine di oliva, ecc., sono diventati i riferimenti pi accreditati nel programma alimentare giornaliero. Se questo concetto sostenibile, sia pur con un sospetto di esagerazione, dobbiamo riconoscere che ogni aiuto alla riscoperta della cucina locale vada raccolto con gioia e apprezzamento.

Parlando di cucina povera, contadina e locale (o meglio della "Tuscia viterbese") intendiamo riferirci a quelle salutari combinazioni di ingredienti e metodi tradizionali che fanno ancora attuale e ricercata la nostra cucina tradizionale.

Volendo pertanto organizzare un pasto tradizionale, la lista delle vivande parte dai primi piatti con ingredienti fatti in casa: lombrichelli, pappardelle, fettuccine al bastone, polenta, "maccaroni" di Canepina, gnocchi di patate, minestre di legumi (classica la pasta e fagioli), che oggi sono anch'essi ritenuti dai salutisti come veri piatti unici. I "secondi" vengono oggi considerati un optional: infatti dopo un bel piatto di fettuccine o dopo una zuppa di pesce di lago tutto diventa superfluo. Comunque possiamo affrontare con "...pazienza e rassegnazione" anche abbacchio, porchettine, trippa, polli, coniglio, pesci di lago e di mare.

Per finire, panna cotta o tiramisu? Niente affatto: con un bicchiere di Aleatico di Gradoli o di Cannaiola, c' posto solo per tozzetti con le nocciole, brutti buoni, crostate, ciambellone e ciambelline al vino.

 

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